3 febbraio 2007

 

Caputi. "Il Coordinamento non è un partito, e Morelli non è il segretario"

Gabriele Pagliuzzi mi ha girato la mail di Raffaello Morelli. L’ho letta e sono caduto dalla sedia per l’incredulità….
Il Coordinamento dei Liberali Italiani, è bene ribadirlo subito, ha il seguente scopo (articolo 3 del manifesto da tutti sottoscritto):
Collegare e coordinare tra loro i gruppi, le associazioni e i movimenti della vasta e composita area di cultura politica liberale finora priva di voce a livello nazionale, per rappresentarli unitariamente. Quando la rappresentanza sarà sufficientemente estesa, il Coordinamento si trasformerà in Costituente dei liberali italiani, allo scopo di indire la grande assemblea costituente degli Stati Generali del liberalismo.
I mesi passati soprattutto con Nico Valerio a lavorare sul Manifesto, le tante cesellature ed incesellature notturne, le telefonate e le chiacchierate spese per arrivare ad un documento che andasse bene ai firmatari sono la ragione della mia incredulità.
Fra i soci fondatori di questo coordinamento c’è sin dai primissimi giorni Destra Liberale-Liberali per l’Italia. Fummo tra i primi sottoscrittori del Manifesto ed ancora ora lo sottoscriviamo in pieno.
Raffaello, qual è il problema? Cosa ha scritto Gabriele ora che non si sapeva da sempre, e cioè che un gruppo chiamato Destra Liberale non può che guardare al centro-destra? Non mi sembra opportuno prendere una lettera pensata e scritta per i militanti del movimento chiamato Destra Liberale e farne un killing criteria per l’appartenenza o meno ad un coordinamento liberale fondato da noi tutti.
Il Coordinamento deve coordinare, e - come recita l’articolo 4 - vuole essere: un organo di consultazione permanente e di decisioni federative tra i gruppi liberali che nulla toglie alla loro autonomia.
Raffaello: decisioni federative presuppongono un gruppo dirigente, il gruppo dirigente presuppone un congresso, il congresso presuppone degli iscritti, gli iscritti presuppongono una linea politica, con una maggioranza ed una minoranza. Il coordinamento, mi sembra, non ha nulla di tutto questo. Ed ora io ti chiedo: in base a quale potere puoi decidere di tener dentro o fuori un socio fondatore? Basta una email di Beppi?
Per cui, prima di rendere necessarie inutili escalation che male farebbero a tutti quanti, ti chiederei gentilmente di rileggere quanto hai scritto nella mail, di rileggere il manifesto che abbiamo tutti sottoscritto e di procedere come nulla fosse avventuo.
Anche io ti ho conosciuto da poco imparando ad apprezzare la tua pragmaticità e la tua voglia di fare. Il sogno liberale è troppo importante per poterlo bloccare con una mail. Certo della tua comprensione e della tua intelligenza ti saluto e ti dò appuntamento a Benevento.
MARIO CAPUTI Resp. Milano Destra Liberale-Liberali per l'Italia

Comments:
Mi preme chiarire due cose.
1) Il socialismo è con evidenza opposto al liberalismo; questo significa che i liberali non possono a priori schierarsi nè a sinistra (ovviamente) nè a destra (che si suddivide in clericale e sociale/ista).
E' una naturale conseguenza, perciò, la necessità di superare a pie' pari questa infruttuosa diatriba.
Non perché non sia giusta, ma perché al momento vi sono delle priorità di ben altro calibro.
2) Copio e incollo: "decisioni federative presuppongono un gruppo dirigente, il gruppo dirigente presuppone un congresso, il congresso presuppone degli iscritti, gli iscritti presuppongono una linea politica, con una maggioranza ed una minoranza. Il coordinamento, mi sembra, non ha nulla di tutto questo".
Ma con queste discussioni state andando in una direzione opposta a quella utile per interessare potenziali iscritti.

La vicenda mi invita a fare un'analogia fra il Coordinamento e il recipiente di Joule: si agitano le acque, si riscaldano, viene assorbita dell'energia dall'esterno e non viene restituito nulla.

Salvatore.
 
Sul punto 1: i liberali possono schierarsi a priori, definendosi ad esempio "liberali che mirano a governare con i conservatori" oppure "liberali che mirano a governare con i socialisti". Conseguentemente a questa presa di posizione si fanno le alleanze elettorali, se la legge elettorale lo rende opportuno.
Auspicare una coalizione piuttosto che un'altra non è un reato e non dovrebbe essere un motivo per espellere qualcuno dal coordinamento.

Gionata Pacor
 
Sul punto 2:
attaccare chi auspica una strategia elettorale piuttosto che un'altra va altrettanto nella direzione opposta a quella utile per interessare potenziali iscritti.
 
Gionata, come vedi ho difeso gli amici Caputi e Pagliuzzi sul piano della libertà. Per un vero liberale come me era un obbligo.
Bene. E difenderò lo stesso il tuo diritto ad esserci.
Ma tu, dimmi, che fatti nuovi politici ci sono nel Centro-destra che legittimino oggi un'adesione liberale che solo ieri non c'era o non era piena... Nessuno.
Il popolo liberale dimentica gli errori, le promesse, le genuflessioni quotidiane al card. Ruini, la posizione illiberale, beghina e poliziesca sulla Ricerca, la medicina, l'economia, il costume, come anche la volontaria esclusione di qualsiasi riforma liberale in 5 anni con 100 deputati di maggioranza, e di nuovo si fa abbagliare da nuove promesse? Ma allora è vero che i liberali sono scemi...
Sù, avanti, ti sfido, che novità c'è ora in Berlusconi. Quale punto del "programma" che non sapessimo gia? Ha cambiato idee, ha detto che d'ora in poi farà cose liberali, si è pentito, ha ammesso i suoi errori?
No, no, no.
Bisogna essere coglioni per fare affidamento in chi già più volte ha tradito i liberali interni (quelli che, come me, stavano in FI). Figuriamoci i liberali esterni...
Non potrai mai rispondere alla domanda che ti pongo.
 
Nico,

io non mi aspetto nessun cambiamento da Berlusconi e dal centrodestra! Io mi aspetto DAI LIBERALI che entrino nella coalizione di centrodestra e che formino un gruppo numericamente necessario alla formazione della maggioranza. Non ho nessuna illusione sul fatto che i conservatori o i socialisti diventino in qualche modo liberali.
Il centrodestra (o il centrosinistra) faranno qualcosa di liberale quando i liberali potranno dire "o così o si va tutti a casa, tanto noi possiamo fare una coalizione anche con gli altri".
La mia preferenza per il centrodestra deriva dal fatto che con il centrodestra vedo maggiori possibilità di trovare accordi su questioni economiche (soprattutto fiscali) e di politica estera, e si può cercare di pretendere che le tematiche relative ai diritti civili non siano oggetto di fiducia, ossia che si possa trovare delle maggioranze trasversali sulle "questioni di coscienza".
Ma se i liberali resteranno fuori dal centrodestra è ovvio che il centrodestra non farà niente di liberale!
La domanda che ci dobbiamo fare è se il centrodestra o il centrosinistra farebbero delle cose liberali qualora i liberali vi facessero parte in quantità numericamente determinante a formare la maggioranza.
Oggi invece il governo fa (anche) delle cose da comunisti perché i comunisti sono determinanti.

Allora il punto è: se la legge elettorale richiede di partecipare a delle coalizioni per avere degli eletti (o per avere più eletti), dire "mai con questa destra e mai con questa sinistra" come ha fatto Pannella nel 1999 è un modo per distinguersi dai poli o è un atto di arrogante idiozia che ti condanna a star fuori dal parlamento?
Per questo dico: non prendiamo posizione "contro", ma aspettiamo di vedere con quale legge elettorale si va a votare.

Ciao,
Gionata
 
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Cose sensatissime, che sottoscrivo, Gionata. Anche se faccio notare che addirittura FI è stata ideata da un liberale (Urbani) e che nella CdL ci sono importantissimi liberali (ormai retrocessi al rango di "sedicenti").
Tale era il loro carisma che perfino loro (anche senza fare gruppo e senza legge elettorale ad hoc) avrebbero potuto mettere degli aut-aut. E non lo hanno fatto. Come puoi pensare che lo faccia un nuovo piccolo soggetto liberale?
Inoltre - sarà forse per la tipica disillusione degli ex - a me sembra che sulle libertà individuali il Centro-destra, adagiato "perinde ac cadaver" sulle decisioni della CEI, di Ruini, e del Papa (l'ultima: v. pronta interrogazione di un deputato dopo le parole di Baudo), sia ancora peggio del Centro-sinistra. Dal Referendum in poi.
Il clericalismo è pieno e pervasivo nel Centro-destra. Ed è in contrasto netto e totale col liberalismo. La stessa libertà delle idee è compromessa e addirittura contestata. FI, AN, Ccd chiedono di cacciare questo e quello (Rai ecc) per ciò che ha detto o scritto. Le dichiarazioni di Pera sono da Medioevo preliberale, più lontane dall'idea liberale - mettetelo in testa, caro Gionata - del socialismo e del comunismo, che infatti sono post-liberali. Dovendo proprio scegliere, non c'è dubbio che è molto più liberale il socialismo dell'autoritarismo clericale e dei discorsi sulla religione che deve diventare politica.
Allora resta solo la politica estera? Un po' poco, non trovi, per una materia ormai cos' poco ideale, che non entusiasma nessuno, anch'essa caratterizzata da giochi di potere, intrallazzi, interessi di lobbies, commesse industriali, mazzette ecc.
E se un Prodi è inadeguato, e Berlusconi incerto e inadatto, anche Bush lo è. E' la politica, bellezza.
E tu in queste condizioni ti vai ad attaccare al mercato? Insomma, tu vedi nel mercato il punto più favorevole della Destra. Io invece, siccome so che il mercato ce l'hanno pure la Russia e la Cina, dò giustamente più importanza alla libertà delle idee e alla indipendenza assoluta dalla Chiesa. Anche perché perfino sul mercato la Destra non ha fatto nulla: ha solo privilegiato le lobbies amiche: commercianti e professionisti, anziché i consumatori. Bersani e Prodi, che non amo, hanno fatto piccole cose, ma molto di più di quanto non abbia fatto il Centro-Destra.

Finché ci saranno (ovunque) a Destra personaggi autoritari, anti-mercato, corporativi, illiberali, intolleranti e clericali, è impossibile pensare ad una collaborazione d'un eventuale nuovo soggetto liberale.

Certo: speriamo in un nuovo sistema elettorale. Campa cavallo.
Perciò creando il Coordinamento pensavo ad un'esserci, più che ad un "fare", essendo il processo lungo parecchi anni. Ma tutti, da Caputi a Lamedica, a Morelli, vogliono "menare le mani" subito. Impossibile. Non ci sono le condizioni culturali e politiche. E noi non siamo ancora minimamente rappresentativi.
Così si rischia solo di bruciare in modo definitivo l'idea del nuovo grande soggetto liberale.
 
Nico, tu scrivi:

"...dò giustamente più importanza alla libertà delle idee e alla indipendenza assoluta dalla Chiesa."

"Dovendo proprio scegliere, non c'è dubbio che è molto più liberale il socialismo."

Visto che le scelte prima o poi bisogna farle (a meno che non si abbia la maggioranza assoluta in Parlamento), come direbbe Morelli, è un bene che tu abbia fatto chiarezza. Il resto sono chiacchiere per cercare di convincere i liberisti a far passare il liberismo in secondo piano, perché l'importante è opporsi alla Chiesa, alleandosi con i socialisti se necessario.

Non tanto "I liberali con i liberali", quanto "I liberali con i socialisti".

Ciao,
Gionata Pacor
 
Gionata, il tifo è tifo, ma temo che tu abbia un po' le idee confuse sulle ideologie, specie sul socialismo.
A me invece piace molto la storia delle idee, e le so distinguere bene, fin dai tempi del liceo.
Il socialismo - che io non amo essendo liberale - fu una reazione post-liberale, venne come tentativo - dicevano loro - di eliminare gli errori e le ingiustizie del liberalismo. Quindi alcune cose del liberalismo le mantennero. Mai i socialisti hanno messo in discussione le libertà fondamentali dell'uomo teorizzate dai liberali. Oggi, inoltre, non esiste più il vero socialismo (è morto col comunismo) ma il liberal-socialismo. Tant'è vero che di recente è potuta esistere una corrente lib-lab (oggi teorizzata dall'Opinione, piena di socialisti: vice-dir. Pillitteri, Marzo ecc)
Mentre i reazionari, gli autoritari, gli ultraconservatori, i clericali, si sono sempre opposti all'idea stessa di liberalismo. Di recente il settimanale vicino a FI Domenicale (che tra l'altro - costume abituale oggi tra i conservatori - non ha ancora pagato le mie inchieste) avanzò una provocazione: "Aboliamo il liberalismo". Non la lessi neanche: mi bastò il titolo.
Ma, caro Gionata, comincio a disperare di farti ragionare. Il tuo spirito critico dov'è? Mi sembri uno che ha venduto l'anima, un simpatizzante, un tifoso apriori, qualunque cosa faccia la sua squadra. Tutto simpatia e antipatia, odio e amore. Brutta cosa, credimi. Un liberale è esattamente il contrario: sottopone a spirito critico tutto, a cominciare dagli amici.
Tu segui come gregario una fazione. Noi liberali invece siamo "egregi", fuori dai greggi.
L'odio anti-socialista (solo per la parola, poi, v. oltre), proprio quando da decenni i socialisti sono diventati liberal-socialisti (da Craxi) e oggi quasi non si distinguono dai liberali, allarma perché è un famoso tic ultra-conservatore. Se tu semtissi parlare (e leggessi) gli articoli del "socialista" Francesco Forte, oggi einaudiano di ferro ed editorialista di Libero (a proposito: e dell'Einaudi di "Lezioni di politica sociale" che pensi? Era un socialista?), cambieresti prospettiva e distingueresti tra liberal-socialisti e socialcomunisti (Rifondazione ecc).
Ma mentre Forte è liberista, altri socialisti di FI a te cari non lo sono neanche.
E Tremonti, allora, socialista, già collaboratore tecnico di ministri socialisti, colbertiano, statalista, inventore della Banca del Sud, finanziatore degli impiegati Statali e dei 20 mila operai forestali calabresi? Com'è che non lo critichi?
Semplice: è della parte tua.
Caro Gionata, perché non vai in curva sud la domenica?
A differenza di altri, mi batterò perché tu possa stare nel Coordinamento, ma la tua mentalità non mi sembra critica, lasciatelo dire. Sei uno dei Bianchi nella Firenze di Dante. Ma a me dei Bianchi e dei Neri non me ne frega niente. Come fartelo capire?
Hai le idee confuse e io non posso farti un corso di Storia delle Idee Politiche
 
Nico,

dici che "da decenni i socialisti sono diventati liberal-socialisti (da Craxi) e oggi quasi non si distinguono dai liberali".

Visto che quasi non riesci a distinguere i (liberal)socialisti dai liberali, perché non ti definisci socialista? Forse che sei tu quello confuso?

Io dai socialisti mi distinguo benissimo: sono liberista e libertario, contrario ad uno Stato che si prende fino al 70% di quello che produco, contrario ad una redistribuzione dei redditi progressiva, contrario ad uno Stato che fa di tutto e che pretende di regolare ogni aspetto della mia vita.

Ora non serve che mi fai un corso di storia delle idee politiche, ma dimmi dove li metti i liberisti? Li mandi in "curva sud" con i conservatori? Se per te il liberismo è monopolio dei conservatori allora basta dirlo. Mi accomodo subito dalla parte dei conservatori, anche se sono laico.

La mia non è confusione, caro Nico. Semplicemente usiamo le stesse parole con significati diversi. Diciamo che ci sono tre tipi di liberale:
1) il liberalsocialista
2) il cattolico liberale
3) il liberale laico e liberista
Il primo è liberale sulla laicità ma non è liberale sulle questioni economiche.
Il cosiddetto "cattolico liberale" è liberale sulle questioni economiche ma non è laico, e probabilmente per te non è affatto un liberale
Il laico e liberista è liberale sia sulle questioni di laicità che sulle questioni di economia.

Se per te i socialisti praticamente non si distinguono dai liberali vuol dire che quando dici "liberali" ti riferisci solo al gruppo 1.
Io quando dico "liberali" mi riferisco innanzitutto al gruppo 3, ed i liberali del gruppo 1 li considero socialisti, visto che, come dici tu, ormai voi stessi fate fatica a distinguervi.
Il gruppo 2 li considero conservatori con cui si può governare e amministrare, perché governare ed amministrare vuol dire innanzitutto tassare e spendere i soldi dei cittadini.

Come vedi è uno schema forse fatto con l'accetta, ma di sicuro non è confuso.
Confuso invece mi sembra chi scrive nel manifesto "Non possono essere considerate liberali le posizioni conservatrici, clericali, socialiste" ma poi sostiene che i socialisti sono in fondo liberalsocialisti e praticamente non si riesce a distinguerli dai liberali.

Ciao,
Gionata

PS: Tremonti ha scritto un libro, "Lo Stato criminogeno", che è praticamente un manifesto liberale. Poi ha governato come un socialista. Certo che lo critico. Piuttosto mi domando come mai tu lo critichi, visto che stai a cercare di convincermi che socialisti e liberali sono praticamente la stessa cosa.
 
Caro Gionata tu usi i concetti di 30 anni fa. E gli slogan di FI. Ma io non sono una casalinga tv o un pensionato che si beve la propaganda. La realtà è un'altra.
Seguimi.
Il liberalismo dopo l'89 ha vinto, no? E che vorrebbe dire aver vinto secondo te? Te lo dico io: il mercato e la concorrenza [alla grossa, certo, spesso con riserve mentali ecc] sono diventati appannaggio di tutti o quasi: socialisti (che perciò stesso sono diventati liberal-socialisti), Polonia, Russia, Cina ecc. Puoi contestare che in Russia e Cina un mercato, sia pure rozzo, analogo a quello che da noi c'era nel Novecento, c'è?
E allora, se mercato e liberismo ci sono perfino in Cina, come potrebbero non esserci negli ex socialisti Forte, Tremonti, Bersani, D'Alema, Boselli ecc?
Questi ex socialisti, alcuni dei quali si chiamano ancora così solo per ovvio conservatorismo elettorale,
ogni tanto sbagliano, cadono nei vecchi tic statalisti, colbertisti (Tremonti), pseudo "sociali", partitocratici (Boselli), addirittura autoritari e anti-israeliani (D'Alema). E comunque, è vero, interpretano il mercato in chiave sempre sociale.
Ma anche alcuni liberali Doc lo hanno fatto, come Einaudi. Ma te le sei lette le "Lezioni di Politica sociale"? A me scandalizzato e ignorantello liberale 18nne - ma tu ne hai di più...:-)- mi parve troppo socialista. E il liberalismo non è affatto così duro, cattivo, e impietoso come viene dipinto. Non è la trasposizione del capitalismo d'assalto dell'800 nella vita politica. Se ricordo bene, solo una sparuta minoranza di Destra nel PLI plaudì a Thatcher, Reagan.
Insomma (questo lo sapevo già a 18 anni) mentre dopo le prime lotte socialiste il liberalismo è diventato più democratico, compassionevole e sociale (pensa solo a Zanardelli, Giolitti, Nathan, (il più grande sindaco che Roma abbia mai avuto), il socialismo ha accettato molti dei punti liberali.
Tu invece li vedi ancora come nel 1870.
Invece il PLI collaborò per decenni coi socialisti nella Resistenza (dove i liberali furono quasi i migliori, pensa a Sogno), nel Dopoguerra, nei governi centristi. E coi socialisti vollero il divorzio. E rifiutarono la Grande Destra Dc-Msi-Pli. Quindi c'era una politica diversa, ma non quell'odio che tu vorresti. Anche perché entrambi sono laici e razionali.
Il buffo è che il PLI era liberista ma non estremo (Croce, filosofia europea, Hegel...) e io protestavo: volevo il mercato e il liberismo all'americana. Ma Bozzi era un mezzo statalista. Valitutti idem. Parlavano sempre di Stato liberale. Anche se sorretto dalle iniziative dei singoli cittadini.
Ma di mercato parlavano poco.
Il mercato come ragione del mondo e il liberismo forte sono una cosa recente per i liberali italiani.
Fino a diventare dopo il 1989 addirittura confondibile con i nostri tanti liberali di centro-sinistra, che sono quasi la maggioranza dei famosi
Sull'altro versante i socialisti, riuniti socialdemocratici e socialisti da Craxi, sono tutti socialdemocratici, cioè liberal-socialisti. Perfino Pannella lo era o lo è. Il segretario radicale Spadaccia veniva dal Psdi (d'allora, oggi come Napolitano-D'Alema...).
Negli stessi Ds D'Alema è da 10 anni contestato dalla base e dalla sinistra per la scelta del mercato e dell'Occidente. E fa parte dell'Internazionale Socialista, come i ministri socialisti De Michelis & C. con i quali collaborava Tremonti.
Certo, le differenze permangono. Perché noi nel frattempo, dopo l'89, siamo diventati per fortuna "più" liberali e "più" liberisti". Visto che avevamo vinto, noi giustamente abbiamo alzato la cresta.
E visto che abbiamo vinto, anche i Conservatori sono diventati più liberali, come i socialisti.
Perciò si dice, non senza una qualche ragione, che siamo tutti liberali. Al minimo, però (e noi vogliamo un motore che va a mwedio regime o al massimo).
Insomma, credimi, oggi stando alle differenze ideologiche (non politiche), potremmo in teoria immaginare un solo Partito Linerale con l'ala destra conservatrice e quella sinistra socialista.
Il liberismo e le libertà non sono più per fortuna solo nostri.

Ci sono ancora nette distinzioni, e proprio io le ho volute scolpire nel nostro bel sottotitolo. Ma sono più piccole - per fortuna - che in passato. Oggi tu e io, come in America, se abbiamo il mal di poancia possiamo anche non andare a votare, sicuri che chiunque vada farà o non farà più o meno le stesse cose, e nessuno farà la rivoluzione. Non c'è più quella drammatica contrapposizione per la vita che c'era in passato, e di cui tu hai nostalgia. Ecco, questo è il metodo della democrazia liberale matura: chiunque vinca si comporterà da liberale (al minimo, certo, mentre noi vorremmo il massimo).
 
Nico,

se mi vuoi convincere che l'unico vero liberalismo è quello sociale, perché addirittura Einaudi ha scritto qualcosa in proposito (ma ai tempi di Einaudi la tassazione era ai livelli odierni?) allora vorrà dire che il liberismo (o il liberalismo di destra) non ha niente a che spartire con il coordinamento.

Se vuoi continua pure a dirmi che sono ignorante a livello di un diciottenne, che istigo all'odio, che ho nostalgia dei tempi in cui le divisioni erano drammatiche (come se oggi l'Italia non fosse spaccata sul berlusconismo-antiberlusconismo), che ragiono a suon di slogan di Forza Italia (io che non vivo in Italia e che gli slogan di FI nemmeno li conosco!).
Mi sembra tanto un modo per umiliarmi per il mio modo di pensare non allineato al vostro liberalismo di sinistra.

Mi dispiace, ma se non cambiate le vostre posizioni io sconsiglierò a tutti i liberali-liberisti di partecipare al coordinamento, a cominciare dai Riformatori Liberali.

Ciao,
Gionata
 
Gionata, che devo dirti ancora?
Tu non dividi le cose politiche in Socialismo, Liberalismo, Conservatorismo, cioè secondo le idee, ma in non meglio specificate Destra e Sinistra (me le definisci politologicamente, per favore?), distinzione che con le idee c'entra poco visto che esistono Liberali, Conservatori e Socialisti che stanno a destra e a sinistra. E in questa dicotomia hai "deciso" di stare a Destra e di essere sempre contro la Sinistra.
Bene, ma che c'entra questo col Liberalismo? Me lo devi spiegare.
Dove sta scritto che il Liberalismo è di Destra (o di Sinistra)? Chi l'ha detto dei grandi liberali? In quale manuale di politologia è scritto?
Tu confondi la politica col tifo del calcio: ma qui non stiamo facendo nessun derby Milan-Inter.
Sei tu che sbagli.
Poi dire a me che sono di sinistra è davvero il colmo.
Ripeto il mio pensiero perché tu, vedo, ami travisare il pensiero altrui:
Il liberalismo moderno non è una piccola ideologia da fronda, ma la più grande, vincente e completa delle ideologie. Infatti, da almeno un secolo ha in sé tutti gli elementi per rispondere alle esigenze d'uno Stato moderno, problemi sociali compresi.
Non essendoci puiù fascismo e comunismo il L. di distingue oggi da Conservatorismo, Socialismo (che nel frattempo, a loro volta, sono diventati "più liberali": ecco perché abbiamo vinto) e Clericalismo.
Se questo non ti interessa, se le Idee per te sono tutte di sinistra per il fatto stesso che sono Idee, come dicono i conservatori più ottusi che disprezzano ideologia e intellettualità, perfino Croce ed Einaudi (Jintzo considerava C. un socialista e sputava anche su Cavour), non so più che dirti.
Io purtroppo non ho molta pazienza, sopporto bene anche i Conservatori o i Socialisti, ma non i Testardi...:-) Continua pure a giocare con i soldatini: Azzurri contro Rossi, se ti piace. Ma ti avverto, chiunque di loro vinca sulla tua scrivania, il Liberalismo non c'entra niente.

PS. Mi dai una definizione, se ci riesci, di Destra o Sinistra, meglio se in rapporto al Liberalismo?
 
Tu continui a dire che i liberali avrebbero "vinto"... ma io questa vittoria non la vedo. Negli anni '60 non c'era una tassazione che arrivava fino al 70%, non c'era uno Stato che spendeva oltre il 50% del PIL, non c'era un cuneo fiscale che costringeva le imprese ad andare a produrre all'estero, non eravamo tra gli ultimi nelle classifiche di crescita e di competitività. Dove la vedi sta grande vittoria del liberalismo?
Nelle aliquote progressive sul reddito al 42%? Nella reintroduzione della tassa sulle successioni e sulle donazioni, che il centrosinistra definisce un fondamento della cultura liberale occidentale, che serve a dare pari opportunità a tutti?
Mi pare che siamo di fronte ad una grande vittoria del socialismo che, pur avendo riconosciuto che la gestione delle attività economiche da parte dello Stato non è efficiente, continua a gestire più della metà di quello che guadagnamo.
I commentatori anglosassoni quando parlano della politica continentale sostengono che alle elezioni si affrontano sempre due partiti o due coalizioni che praticamente sono socialiste.

Ho parlato di "liberali di destra" perché tu stesso hai detto che solo pochi "liberali di destra" guardavano alla Tatcher e a Reagan.
E con questo "liberali di destra" credo tu intendessi i liberisti.

Per il resto ho parlato sempre di liberali, socialisti e conservatori per indicare le "categorie di idee" e di centrodestra e centrosinistra per indicare le coalizioni elettorali o di governo. Si vede che non leggi i miei post con attenzione.

Quindi non serve che ti spieghi in che senso uso i termini "destra" e "sinistra", visto che non li uso affatto.

Invece di continuare ad usare l'ironia invece degli argomenti (che evidentemente non hai) spiegami perché uno che non vuole accettare di pagare il 70% del proprio reddito in tasse deve abbracciare lo stesso il liberalismo sociale e farsi tartassare da Prodi? Perché Einaudi 60 anni fa ha scritto che il liberalismo è sociale?

Non è questione di soldatini o di azzurri e rossi. Chi è che ti dà una chance di vedere diminuite le tasse? Visco e Bertinotti o Berlusconi e Tremonti? E se io dico Berlusconi e Tremonti perché non rispetti le mie idee e mi vuoi convincere che è meglio stare con i socialisti?

Mi accusi tanto di fare il tifo da stadio, ma se tu non lo facessi almeno altrettanto il fatto che io preferirei governare con il centrodestra non sarebbe un problema. Invece è proprio per questo che ci avete escluso dal coordinamento, con tanto di sfottò presuntuosi ("Sei tu che sbagli.") e idioti ("Continua pure a giocare con i soldatini").

Per te i liberali tedeschi, che hanno rifiutato di fare un governo con verdi e socialisti, non sono liberali? I liberali tedeschi hanno detto "o con i conservatori o niente", perchè sono liberisti. Invece 30 anni fa governavano proprio con i socialisti, perché non erano liebristi.

Allora invece di fare lo gnorri ("Poi dire a me che sono di sinistra è davvero il colmo.") ammetti che volete fare un movimento liberale che vuole governare assieme ai socialisti e che a ridurre l'ingerenza dello Stato nelle nostre tasche non ci pensa nemmeno.

Gionata
 
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E' evidente leggendo questi commenti che il buon Gionata Pacor, che ho il piacere di leggere anche altrove, ha fatto il mazzo al malcapitato Nico Valerio, che di liberalismo e di chiarezza ideale manco l'ombra..
Fossi nel PLI, caro Nico, ti sbatterei fuori dal Consiglio Nazionale senza pensarci due volte. Il tuo posto è con i rosapugnanti, lì dove la distinzione tra liberali e socialisti non s'avverte quasi.. perchè son tutti socialisti in realtà, come te peraltro.
Leggi, leggi e studia tanto, ma soprattutto il liberalismo applicalo.

Saluti libertarissimi

LIBERAMENTE
 
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