18 dicembre 2006
Meglio tardi che mai: il Pli dice "Basta a questa Destra e a questa Sinistra"

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Il PLI ha concluso i lavori del suo consiglio nazionale con l’approvazione di un documento politico in cui si legge: "Il PLI intende partecipare a tale progetto (ossia la costituzione di una coalizione liberaldemocratica conseguente al superamento dell’alternativa CdL-Ulivo n.d.r.) col patrimonio della sua storia e del suo bagaglio morale, politico e programmatico, per conseguire finalmente l’obiettivo di una società che metta al centro la libertà, l’individuo, il merito, la competizione e che realizzi la non più rinviabile riforma dello Stato, senza la quale è impensabile il contenimento della elefantiaca spesa pubblica, la liberalizzazione dei servizi e la necessaria riduzione del carico fiscale."
Così precisa De Luca, in una lettera inviata alla stampa, per precisare la posizione del PLI nei confronti di recenti iniziative di Altissimo. L’obiettivo del PLI "non (è)un nuovo soggetto politico…, ma un processo voluto e guidato dal partito liberale di aggregazione ulteriore, resa finalmente possibile dalla concreta speranza di superamento del ‘bipolarismo all’italiana’".
Conseguentemente si smentisce recisamente quanto avanzato con il Comunicato politico del PLI del 27 09 2006. In quella circostanza il PLI si sarebbe impegnato "anche rinunciando a legittimi egoismi di parte, rendendosi disponibile alla costruzione di una nuova e grande forza politica che riassuma, in forma federata o unitaria, alcune delle esperienze maturate sia all’interno del sistema dei partiti che nelle realtà organizzate della società, sottoscrivendo tutti assieme un ‘manifesto costituente’ nel quale rivestano un ruolo centrale le aspirazioni maggiormente condivise da quella parte ‘liberale’ degli Italiani che oggi appare senza strumenti di lotta anche se rappresenta la maggioranza della componente attiva del Paese."
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Commento dell'amico Lamedica:
"Insomma il PLI vorrebbe egemonizzare l’area dei liberali. Ancora una volta scelte presuntuose rischiano di sottrarre energie umane allo sforzo di chi vorrebbe che i liberali stiano con i liberali (in una nuova e grande forza politica) per farli diventare protagonisti della lotta politica".
Anche se so che non ha la forza e la tenacia per tirarne
tutte le conclusioni.
E ho anche aggiunto in un mio intervento che così com'è (ridotto), il PLI non può proporsi
come aggregatore, ma al massimo come "primo cristallo di una vasta cristallizazione", in cui deve però annullare se stesso e procedere con umiltà ad una generale rifondazione.
Macché, invece ho il sospetto che De Luca cadrà nel vecchio vizio più caratteriale che politico di dire: venite sotto le mie ali...
E' più comodo per un pigro.
Sincero? Sapete quanto sono sospettoso. Ma oggi direi di sì.
Ora non deve alzare il prezzo o fare scena, e poichè questa sua volontà dura dalle elezioni,
sembra una cosa definitiva.
Parlava come Morelli o Valerio della CdL e in special modo dei liberali "muti" Martino e Biondi.
Tanto che ha avuto critiche esterne (il direttore dell'Opinione - ormai appiattito su FI - Diaconale ("occorre schierarsi") e interne dal neo-con thatcheriano Basini.
Ma la base del Consiglio Nazionale era tutta per una immediata presa di distanza da entrambi i Poli. E con motivazioni giuste.
Staremo a vedere. Anche perché se Casini occupa simbolicamente l'area centrista siamo fottuti.
E quando l'isolatissimo Basini ha detto "allora, neglio Casini", tutti hanno alzato gli occhi al cielo. Ci tornerò sù non appena avrò un po' di tempo
E' stato ancora più entusiasta su un convegno - sapete già la mia idea fissa - da tenere eventualmente al Campidoglio sul Liberalismo in Italia. Invitando tutti, ma proprio tutti i liberali, di ogni tendenza.
Ma con quale follia De Luca può pretendere che forze più grandi del PLI quasi "si annettano" ad esso?
Poi, il CN del PLI, ha saputo, ad esempio, che c'è stato un incontro fra il PRI ed importanti leaders dell'ELDR?
Si è parlato in questo CN di contatti con il PRI, con i "Riformatori Liberali", con i Radicali, con i liberali "muti" in Forza Italia, e con altri sparsi altrove?
La nascita di un soggetto liberale con un minimo di ampiezza e visibilità è fondamentale per la politica italiana.
Ma temo che l'ultimo CN del PLI non vada nella direzione aggregatrice necessaria.
IloveCavour
Ma poi, scusa, elenchi le mie stesse perplessità.
Nessun nuovo conservatorismo o immobilismo terzista o equidistante: si parlava di "fare" cose liberali.
Distacchiamoci da ogni polo per poter proporre e poi - chissà - realizzare programmi liberali.
Il fatto che anche Casini, per ambigui motivi tipicamente DC prenda le distanze, non ci tocca...
Solo l'amico Basini lo accetterebbe come alleato, ha detto. Ma nessun altro del PLI.
Figuriamoci noi: è il nostro avversario!
Galgano PALAFERRI
upl@hotmail.it
P.S.: i liberali torinesi e piemontesi che condividono queste idee e la battaglia per la riunificazione dei liberali sono pregati di contattarmi.
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