12 aprile 2006

 

"Intanto basi culturali serie, per non fare i dilettanti, alla Jinzo..."

Ho affrontato brevemente questo problema in chiave escusivamente politica con un editoriale oggi su L'opinione pag.1: "Quale ruolo nella Cdl per i liberali?" (linkabile sia da www.opinione.it che www.hamlet.ilcannocchiale.it). Il titolo originale era "Quale ruolo per il liberali?". Sul giornale invece compare ".nella Cdl" (sapete bene che l'articolista non fa il titolo). Ma il contenuto non cambia. Cambia il fatto che non esiste oggi uno spazio editoriale (se non quello telematico) - intendo roba stampata che vai a comprare in edicola o in libreria - che inneschi un confronto culturale su come rinnovare la cultura liberale e darle nuovo slacio per l'azione politica.
Facevo l'esempio di Foucault, non a caso o per un capriccio intellettuale. Secondo me c'è troppa gente che ha una conoscienza superficiale della cultura liberale, da un lato, e c'è - dall'altro - gente che ha buoni strumenti tradizionali (da Croce a Hayek passando per Einaudi etc..) ma gli mancano gli ultimi 20 anni di analisi e pensiero politico-filosofico contemporaneo.
Se non si esce, da un versante, dalla sbornia teocon di Pera-Adornato + Ferrara, e dall'altro dagli errori commessi da un Pannella non più in grado di capire la ns società e le sue coordinate reali, rimarremo prigionieri di equivoci, approssimazioni e anche imbrarazzanti episodi di superficialità come quello di Jinzo, che rischiano di allontanare quell'audience più attrezzata che ci liquiderebbe come dei dilettanti.
Per fare cultura politica e poi azione politica bisogna essere adeguatamente preparati e riconoscere ove necessario limiti e insufficienze proprie o altrui.Non si tratta di fare la solita "polemica", ma di comunicare idee nei modi e nelle forme più efficaci.Dopo viene il partito e l'azione.Attenzione che, altri molto più ricchi finanziariamente di noi e potenti nelle amicizie e nei rapporti con i media già si stanno attrezzando.Bisogna affiancare al quotidiano L'opinione un vero Think Tank con tutti i crismi e una vera rivista del livello pari di roba tipo Aspenia. Se no, nessuno ci prenderà sul serio e arriverà il solito De Luca di turno che, con un minimo di professionismo politico, metterà il cappello su tutto per fondare il solito micro partito utile a mettersi sul biglietto da visita "Segretario Politico etc...".
Già ieri ho incontrato Benedetto D V e Marco T. e mi facevano un pò sorridere con i loro computer portatili, le cravattucce bocconiane e quell'aria da generali senza truppe, da leader senza partito, avventurosi e simpatici avventurieri di un contesto nel quale la politica si riduce a marketing. Io li adoro, li sento vicini, ma so che sbagliano. La politica non è marketing. Ben lo sanno quei democristianoni che non sono affatto morti. Anzi. Quelli hanno fatto il porta a porta, casa per casa e oggi hanno un forte gruppo parlamentare sia alla Camera sia al Senato. E fanno politica (quella vera). Quando incominceremo anche noi?
Luca Tentellini
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Be', lo sai, è nei momenti di crisi come questo che gli orecchianti, i pressapochisti da bar, ma anche i nobili illusi e inadeguati ai tempi, emergono come per miracolo. Il quadro da te delineato è perfetto. (Nico Valerio)

Comments:
OK, vada per il think-tank, ma perché il sito di Jinzo non dovrebbe andare bene?
 
Il sito Neo-Lib è una iniziativa interessante ma manca delle premesse necessarie. Se si hanno grandi ambizioni (giusto, mi piace) e si comunicanano cose "forti" del tipo rottamiamo il vecchio ciarpame liberale socialista repubblicano (anche qui ci sto, mi piace e ci lavoro già da 5 anni) ci vuole una solida, tosta e approfondita base culturale e una capacità di "fare" politica di prima classe. E queste sono cose che si fanno insieme, con un faticoso lavoro preparatorio, mettendosi prima intorno a un tavolo...poi si smanetta su un terminale pc. Ne ho visti parecchi di quelli che si alzano una mattina e fondano un partito. Quasi tutti finiti nei tombini della Storia. Anche io ho fatto i miei errori e pagato prezzi e dazi...
Il vecchio Enzo Tortora diceva: "Sono liberale perché ho studiato e sono radicale perché ho capito". Il fatto di avere lasciato Pannella & C per dissensi politici non significa che abbia dimenticato il metodo del "pensiero - azione" e prima dell'azione ci vuole un pensiero adeguato ad essa. E tutto stò pensiero nei Neo Lib ancora non lo vedo così bene e coerentemente esplicitato.
 
Un anonimo che per precisi motivi psicologici non si rivela (la psicologia è la prima delle scienze...) si alza un mattino e propone - la va o la spacca - una iniziativa estemporanea, un buttarsi "per vedere che cosa succede". Una cosa da bar informatico.
E' come se un anonimo firmasse uno studio scientifico, o un'intervista al papa: non gliela pubblicherebbe nessuno. Perché la personalità e la credibilità di una persona sono tutto per valutare la serietà o veridicità di un lavoro.
 
Cari amici e maestri liberali,

Io non parlo a nome di Jinzo, che conosco da poco e che vi risponderà come meglio crede(strano non l'abbia ancora fatto).
Personalmente non ho ancora aderito ai NeoLib anche se simpatizzo per loro, come simpatizzo per voi.
Quindi desidero che sia ben chiaro: Io parlo solo per me, fine preambolo.

Sono un blogger ignorante, e forse il mio unico pregio è di saperlo. Sono un operaio e vivo in un piccolo comune.
Se posso dire la mia(non vorrei disturbare il dotto dialogo, o dovrei dire monologo?)ritengo che la vostra iniziativa si stia configurando come la solita impresa di professori, che partorirà il solito partito di intellettualoidi, che prenderà si e no lo 0,004%.
Come al solito insomma.

Voi sapete quasi tutto e non lo discuto, io non vi invidio ma vi ammiro.
Vi leggo con piacere e vi sono grato per quello che mi insegnate, tuttavia vorrei farvi notare una cosa:
Siamo nel 2006 e non avete più bisogno di editori, abbiamo i blog che entrano gratuitamente nella casa della gente e non riesco a immaginare un mezzo migliore per diffondere le nostre idee.

Per il resto io continuerei sulla strada del metodo, e abbandonerei il discorso del merito.

L'idea che quattro "geni del male" si riuniscano intorno a un tavolo a elaborare formule alchemiche mi fa cadere le braccia.
Di professoroni e ragazzini saputelli ne abbiamo le tasche piene, a noi servono unità e radicamento territoriale.

Andiamo avanti a discutere finché volete dei principi ma facciamolo sul web, che la carta stampata è ormai roba da “vecchietti”, roba che non interessa più a nessuno.
Discutiamo in modo “orizzontale” , tutti insieme e che ognuno dia alla causa quello che può dare.
Andiamo avanti sulla strada indicata da Nico, andiamo avanti verso l'assemblea telematica nazionale, andiamo avanti sulla strada dell'unità.

E qui arrivo ai NeoLib:
Non ha senso dire che i liberali devono stare di qua o di là, che devono avere questo o quel nome, questo o quel simbolo.
Ora dobbiamo pensare solo a unirci, a contarci, a organizzare gli Stati Generali e l'assemblea telematica nazionale.

Sarà in quel primo incontro che decideremo tutti insieme nome, simbolo, riferimenti culturali e programma del nuovo partito(o movimento).
Dopo verranno le alleanze inevitabili, visto che al netto i liberali in Italia ora saranno si e no il 10%.

Il resto sono solo beghe prive di senso, lotte tra galli e galletti, cose insomma che non mi interessano.

E ora dopo aver dimostrato di essere molto peggio di Nico Valerio e di Sgarbi messi insieme, dopo essermi inimicato tutto e tutti, vi saluto e vi auguro buon lavoro.

PS. Noi blogger preferiamo in grande maggioranza l'anonimato totale o parziale, questo metodo un po' carbonaro ci attizza, vi ci dovrete abituare...
Io del resto la divina commedia la leggerei anche se fosse opera di un ignoto.
 
Caro Sgembo, purtroppo le leggi, i decreti e i regolamenti che ci asfissiano nel nostro vivere quotidiano le fanno in Parlamento e a Palazzo Chigi, non nel pur vivace mondo telematico dei bloggers.
Resta il problema di trasferire il virtuale nel reale.
Professori e saputelli non c'entrano niente e mi pare di intendere nelle tue parole una certa insofferenza verso chi cerca di applicarsi nella riflessione e nel ragionamento che è classica di un formidabile genere di giornalismo (negli Usa sono maestri) riassumibile nella proposizione: "non scrivere mai niente che un lettore medio non possa leggere nel tempo di una cacata media".
Ultima nota: quando si va a votare non si usano i nick-name ma si esibisce un documento di identità; in politica ci si guarda in faccia con nome e cognome. Premessa necessaria, direi essenziale. Se non si fa solo casino.
 
"Secondo me c'è troppa gente che ha una conoscienza superficiale della cultura liberale, da un lato, e c'è - dall'altro - gente che ha buoni strumenti tradizionali (da Croce a Hayek passando per Einaudi etc..) ma gli mancano gli ultimi 20 anni di analisi e pensiero politico-filosofico contemporaneo".

1) Non ho una conoscienza di base del liberalismo superficiale.
2) Non mi mancano gli ultimi 20 anni di analisi politica.
3) Non ho gli occhi foderati di prosciutto e so guardare alla realtà giudicando NeoLib una buona iniziativa, l'ipotesi terzopolista "una cagata pazzesca", di fantozziana memoria (va bene il termine aulico?). Ho risposto per mail a Nico Valerio comunque.
4) Credo che molta confusione sia invece dalla vostra parte, visto che con enorme leggerezza si accostano Croce ed Hayek, come se la scuola austriaca centrasse qualcosa con il finto liberalismo di Croce.
5) "approssimazioni e anche imbrarazzanti episodi di superficialità come quello di Jinzo, che rischiano di allontanare quell'audience più attrezzata che ci liquiderebbe come dei dilettanti."
Ma di che diavolo andate blaterando? Nessuno, tranne la vostra arroganza, ci ha liquidato come dilettanti. Abbiamo ottenuto adesioni prestigiose, migliaia di visite, decine di iscrizioni....
Dilettanti? Parliamone. Per ora è una vostra impressione.
Nel frattempo c'è qualcuno che vi definisce cialtroni. Questo sì.
Oggi nella mia mailing list ho trovato mail di gente che sostiene di boicottarvi. Il messaggio non era rivolto a me, sia ben chiaro. Io sono un semplice iscritto a quella mailing list.
Avete fatto la figura dei cialtroni con questo post. Contenti voi...
Un saluto.
Replicherò con un post.
 
Eh, caro Jinzo, brutta cosa l'ignoranza, specie quando è unita all'arroganza e al tono da Destra autoritaria. Le parole rivelano tutto. "Croce non è liberale", chi lo difende e parla di liberalismo è "cialtrone": roba da Mussolini. Il che spiega tutto il tuo progetto. Be', intanto, dopo queste tue "spiegazioni" togli il mio nome e quello di Salon Voltaire dalla lista. Avevo detto che appoggiavo qualunque cosa liberale, anche fatta da Belzebù, ma non un Belzebù illiberale.
Leggendo il tuo commento e tutto quello che scrivi mi sono vergognato per te. La Destra in Italia - che conosco bene - resta conservatrice o reazionaria (cioè illiberale) fin nell'osso, ma poiché si vergogna di definirsi così, si è appiccicata questa foglia di fico dell'aggettivo "liberale" (pur avendo insofferenza, come appare chiaro anche dalla tua proposta, verso il liberalismo), sicura di farla franca perché i liberali italiani sono menefreghisti. Purtroppo per te, hai incocciato in uno che è davvero liberale in tutti i temi, e non solo in uno ("mercato"). Il liberalismo o è tutto o è niente. Non è solo anti-comunismo ma tante altre cose (v. preambolo del nostro sito). E non è socialismo, è vero, ma neanche conservatorismo e clericalismo.
E poi, ripeto, il liberalismo non è, non è mai stato "di Destra", lo sanno tutti. Solo i comunisti ci considerano "di Destra", e vedo anche voi conservatori estremi. Il liberale si allea con questo o con quello, ma per motivi contingenti. E' improprio perfino definirci "di Centro": proprio non concepiamo lo schieramento a prescindere dai problemi. Sui singoli problemi, sì, ci schieriamo, eccome: mercato ("destra" per usare questo vostro linguaggio da stadio), diritti civili e tutte le libertà possibili ("sinistra"), Patria e ordine pubblico("destra"), laicità ("sinistra"), ma mi vergogno io stesso di questi valori semantici diffusi tra la gente che faccio come esempio casuale (non sono miei).
E poi, come molti a Sinistra e ora vedo anche a Destra, ci si illude che Internet sia la realtà. Ma non è così. E' risaputo che i blogger sono un fenomeno di moda, alla moda, spesso di sottocultura (non in sè, ma perché non essendoci nessun filtro di merito, attirano molti mediocri e sottoculturali, i frustrati della vita vera che qui possono giganteggiare coperti dall'anonimato). I signor Nessuno che non rappresentano nulla, se non il loro "vorrei ma non posso", come quelli che al bar ogni mattina hanno il loro momento di gloria con una battuta o una storiella che dura giusto il tempo di bere il caffé. Ecco, se le tue vantate adesioni sono quelle attraverso il blog, stiamo freschi. Anzi, no, sei utile: mi hai scremato un po' di robaccia che intasa le email. Un aneddoto antico parlava di una rana che si gonfiava, gonfiava, per poter competere col bue: scoppiò.
 
Caro Paolo di Muccio, il sito di Jinzo non va bene, se non lo hai già capito, perché è sottoculturale ("Amerika", manco nei filmetti di Far West di terza visione), perché non è liberale ma solo conservatore-prepotente di Destra (ecco quell'individuo al posto di cittadino), perché è gestito da una persona anonima che ha seri problemi culturali, perché è fazioso e tifoso. Tutte cose incompatibili col liberalismo.
 
Jinzo destra autoritaria?
Trovate qualcosa di meno ridicolo per provare a sabotare un progetto che cresce giorno dopo giorno.
La sindrome della cattedra e delle etichettature a quanto pare vi va a pennello.
 
Sgembo, tu invece hai scritto una lettera onesta, quindi nobile e bella, qualunque siano le tue adesioni a Neo-lib dettate sicuramente da generosità e ingenuità. Però qui non ci sono professori che spaccano il capello (anch'io sono insofferente), ma la giusta messa a punto del motore dell'iniziativa. Tu capisci che tutto dipende da come lo si progetta questo soggetto unico liberale. Per me, vista anche la cultura liberale, deve stare da solo contro tutti. E pungolare sia la Destra, sia la Sinistra, cercando di farle diventare più liberali.
O pensi che per fare un'auto di F1 basti il pilota e il pubblico? Chi ha creato il motore? Quelli che tu chiameresti "i professori". Si sono riuniti in un pensatorio, hanno pensato, creato, modificato, disegnato, calcolato. Poi si è passati alla fase pratica.
Il nostro progetto è realistico e fattibile, ma prevede l'apporto di centinaia di persone, e avremmo bisogno di grossi organizzatori e politici di professione, come dice Luca. Per ora, quindi, siamo solo dei suggeritori.

Infine, non ti illudere sul valore rappresentativo dei blog. La facilità con cui si creano e vi si scrive fa pensare che si sia padroni del mondo. E' un'illusione.
Vuoi un esempio, vicino a noi (lo scrivere) che la realtà fuori è diversa? Io ho ben 5 blog, di cui 3 pubblici. Scrivo quello che voglio. Potrei illudermi di essere libero. Ma così non è.
Da scrittore e giornalista, ti dico che a Destra non scrivi se non sei amico personale di direttori e redattori. Puoi mandargli pure un pezzo di Montanelli senza la firma: non lo riconoscono e lo cestinano chiedendosi: ma chi è questo? Anche se parli bene della Destra.
E fanno scrivere anche i giornalisti di Sinistra, ma amici. Un qutotiano romano di destra aveva anni fa una critica musicale di sinistra, solo perché suo padre era un boss dei commercianti. Idem per un famoso giornale di destra di Milano, dove un bravo giornalista liberale non è accettato, ma hanno un critico di sinistra. E se tu che sei più bravo di loro e liberale glielo fai notare, ti cacciano in malo modo. Capito? Non leggono lo scoop, non gliene frega niente della qualità (neanche la notano a Destra la qualità, perché se no loro stessi dovrebbero trarre le conseguenze...), si chiedono solo chi tu sia... chi ti manda... Ottusi. Ecco perché i giornali di Destra sono così a basso livello culturale, brutti esteticamente, scritti male. E' tutto così. Le copertine dei miei libri Mondadori erano così brutte, così fatte a posta dai grafici (a livello sub-liminale, magari inconscio) per non essere viste e vendute, magari - chissà - perché antiberlusconiani [ma io che c'entravo?] che da esperto di semantica glielo ho fatto notare. Risultato? Litigio.
A Sinistra lo stesso, solo che qui conoscono Psicologhia e Semantica, ignote a Destra, e la raccomandazione deve essere politica, non amicale come a Destra. E almeno a Sinistra c'è un livello intellettuale leggermente superiore. Infatti trovi giornali faziosi e ugualmente illiberali della Destra, ma più belli, eleganti, articoli scritti meglio.

Scusa se ho approfittato per fare un discorso più generale, mio vizio preferito, ma questa è la realtà italiana. Avrà pure delle conseguenze il fatto che in Italia si legge poco...
 
Non ritengo che jnzo con la promozione di un movimento in rete abbia voluto invadere la sfera culturale liberale e tirarla in basso a livello di "dilettanti", anzi ha messo in evidenza che esiste una nuova generazione di "liberali" che si vuole ritrovare e sbracciarsi per dare una mano. Tra l'altro non sembra che l'iniziativa cloni qualcosa di già presente, è innovativa, è aggregante, è essenzialmente positiva.
NEOLIB anzi vuole essere il punto di incontro di tutte le piccole, sconosciute insensate iniziative di corpuscoli vari, di cultori degli "ISMI" come "Liberali Italiani". NEOLIB è l'ultima opportunità per consolidare il ritorno di fiamma dell'idea "liberale" riportata in auge da Berlusconi e che rischia di svanire cosi come il non partito di F.I., che non può essere certamente una parentesi da dimenticare nella storia di questo Paese. Tutte le iniziative tendenti a rispecchiare il "Paese Reale" nel "Paese legale" sono certamente lodevoli e criticabile, ma le critiche oltrechè costruttive non devono offendere o sminuire.
Mi chiedo questo attacco a Jnzo "a chi giova"
Un saluto a cotanto dottori da L'INDOLENTE
 
Il punto è questo:
Prendiamo atto che siamo ancora in un sistema bipolare, dove quindi un terzo polo verrebbe esculoso dai giochi.
Nico Valerio sosteneva che la precondizione perchè il suo progetto potesse venire in essere era la caduta di Forza Italia. Come hanno dimostrato le ultime elezioni Forza Italia, anche se perdente, si è confermato il primo partito del Paese.

Non riesco quindi a capire perchè si continui a parlare di tenere una posiziione terzista. Questa via era stata già intrapresa dai radicali, e i risultati si sono visti: non li cagava nessuno.

Mi unisco a L'Indolente quando chiede a chi giova questo attacco a Jinzo.
Se non ci si trova d'accordo su tutto si possono (serenamente) portare avanti due progetti paralleli ed eventualmente cercare una sintesi finale

Saluti
 
Liberista, lasciamoli perdere. O meglio, lasciamoli a "Croce è liberale". Ecco il merito di Croce: insegnare i socialisti a chiamarsi liberali. Grazie a Croce anche Pannella ed Intini si definiscono liberali. Anche Ernesto Rossi e Salvemini sono liberali.
Insomma è grazie a gente come Croce che il liberalismo è stato svenduto ai socialisti.
Tolgo il nome di Salon Voltaire dalla lista.
Non vi citeremo più, state tranquilli, speriamo di non essere citati parimenti da voi. Ripeto, con liberali come voi, chi ha bisogno degli statalisti?
Non a caso mi sembra che tu abbia votato la Resa nel Pugno, il che ti qualifica a priori. Un saluto.
 
P.S.:
Quando vorrai discutere civilmente, senza infantili rosicamenti e frustrazioni adulte, insomma quando calmerai i bollenti spiriti, ti invito a discutere civilmente via mail.
 
Nico, come oramai di consueto, sono totalmente d'accordo con te: il liberalismo non è nè di destra nè di sinistra: esso trascende dette ordinarie categorie. Per il semplicemotivo che preesiste ad esse: è una conscezione politica, sociale, economica ben definita, le cui posizioni, come hai sapientemente illustrato, possono essere sussunte da uno schieramento o l'altro, ma che non si farà mai "tirare per la giacchetta"(tanto per usare uno stupido modo di dire oggi tanto in voga). Essere liberale significa accettare il liberalismo in toto, così come è, riguardo a tutti i temi che tocca: dal libero mercato ai diritti civili, fino alla laicità. Non si può, come si è aduso fare in italia con ogni dottrina, anche religiosa, parcellizzarlo e tenere solo ciò che ci fa comodo, ciò che più si confà alla propria reale posizione di comodo. Perchè il liberalismo non è un vuoto simulacro che si può infarcire di ogni nefandezza, è una concezione prettamente sostanziale che interessa ogni aspetto della vita e che così va accettata, altrimenti, per favore, la si rifiuti, perchè di liberali-finchè-non-mi-tange non ne abbiamo bisogno: per questo è sufficiente lo pseudo partito a misura di italiano medio(cre): forza italia.
 
Caro Nico, purtroppo quando si toccano temi spinosi qui sui blogs, subito partono gli insulti del tipo "cialtroni".

Orbene, io non ho intenzione di sottopormi a questo genere di cose perchè, negli anni, già le ho viste e riviste constatando che non si raccoglie nulla, si rischia solo di perdere del tempo.

Guarda già come è ridotta oggi Tocqueville dopo l'ingresso di Pera. Altro che libertà dei blogs e nuova agorà telematica. Già c'è un fereo controlo editoriale e si usano i posto secondo una precisa inclinazione oscurando ciò che non fa comodo.

Ciò detto, ritengo che si dimostri come un serio confronto politico culturale possa proseguire solo a mezzo stampa e che il web sia un corollario ma non il cemento principale.
 
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
 
Incomincio a capire perchè i liberali non hanno mai combinato nulla in questo paese...

Caro Tentellini, quello che dici è vero, ma quando vado a votare mostro i documenti, quando bloggo no, non capisco dove sia il problema. Devo forse accendere il modem per votare? Sono cose diverse.
Noto inoltre che tu riesci a fare casino anche bloggando con nome e cognome... :-)
Io non sono insofferente verso chi ragiona, ma verso chi non ragiona. Sono insofferente verso chi dice che Jinzo non ha capito nulla ma si guarda bene dal spiegargli il perchè.
Sono insofferente sia verso gli ignoranti arroganti, sia verso i dotti arroganti.
Sono insofferente verso chi dovrebbe costruire ponti e invece alza nuovi inutili muri.
Sono insofferente verso chi attacca un ragazzo come jinzo ridicolizzando il suo lavoro, che ben lungi dall'essere perfetto, rimane notevole.

Io i limiti del movimento Neolib li vedo benissimo, condivido l'analisi di Nico. Vai a leggere i miei vecchi miseri post e i miei vecchi miseri commenti ai post di Jinzo se non ci credi. Culturalmente parlando per quel che ne capisco sono d'accordo con te e in disaccordo con i NeoLib.
Jinzo è esuberante e parla per sentenze, ma è il suo stile e basta dialogare un po' con lui per capirlo. Sono difetti di carattere destinati a sparire nel tempo.

Su Tocque-ville la pensiamo esattamente allo stesso modo. Io sono diventato “famoso” perché citato da Marcello Pera in due suoi post. La storia è troppo lunga per essere ricordata qui, in pratica avevo capito che aria tirava e consideravo l'ipotesi di andarmene da TV. Così lui mi ha chiesto di rimanere. Ma TV non è “I Blogs”. Tv è l'aggregatore di alcuni Blog.

Mi spiace che tu ti voglia sottrarre al dibattito, rimango della mia idea, tu vuoi un confronto “serio” solo con i professoroni che scrivono sui giornali. Ma rifiutando il confronto con la base, sei destinato a fallire in partenza. Spero che il tuo futuro partito di intellettualoidi prenderà più dello 0,004%, e lo dico sinceramente. Anche perché molto probabilmente io lo voterò.
 
Nico, ti ringrazio per quello che hai scritto sulla mia lettera. Sicuramente di teste pensanti non ce ne sono mai poche, il problema è che i progetti che calano dall'alto non funzionano quasi mai.
La politica che sale dal basso invece, opportunamente corretta e indirizzata se è il caso, ha più possibilità.

Sui Blog secondo me c'e' un problema generazionale da parte vostra, che vi impedisce di vedere che sono tutto, fuorché una moda.
Sull'editoria hai assolutamente ragione, conosco bene il marciume che è presente sia a destra che a sinistra. Ma proprio per questo dobbiamo usare i blog! La rete è liberalista per motivi strutturali, così come la televisione è “autoritaria” e “conformista” per motivi strutturali.

E dove le vuoi trovare tutte le persone di cui hai bisogno se non sui blog? Siamo tutti qui ormai :-)
E lo stesso discorso vale per l'organizzazione delle sezioni comunali, provinciali e regionali.
Solo sul Web sarà possibile organizzarci in tempi relativamente brevi.
 
Tudap hai ragione sui tempi, sono tempi lunghi, ma anche in Gran Bretagna si escludeva il tripolarismo ed ora c'è, con i liberali che quasi dirigono il traffico. E un bipolarismo vero non c'è in Europa, solo negli Usa, ma lì ci sono altre tradizioni.
E poi la ragione migliore: è proprio il liberalismo ad essere di per sé terzista (non vuol dire neutrale, figuriamoci, ma scegliere di volta in volta solo le cose liberali). Croce diceva (volgarizzo) che i liberali sono sia di Destra che di Sinistra, a seconda degli argomenti. Anche quando ero adolescente, mai ho sentito nella Gioventù Liberale che eravamo di destra: ci tenevamo a polemizzare con i comunisti che ci ritenevano tale. Ed è grave che il popolo dei blogger di Tocqueville, pur richiamandosi (un po' abusivamente) a quel nome, non sappia che tra liberali e Destra spesso c'è un abisso. Proprio come con la Sinistra
 
Senti Jinzo non aggravare la tua posizione già disperata...:-))
Non accostare Croce ai socialisti: ma dove l'hai sentita? Croce era un critico terribile del marxismo e del positivismo ottocentesco a cui si rifacevano i socialisti. Allora poi i socialisti erano davvero antiliberali. Io ho letto tutto il Croce leggibile e più politico (scartando solo quello puramente filosofico, ma con l'eccezione dell'estetica) e ti posso assicurare che Croce era il critico N.1 del socialismo, Neanche i liberal-socialisti sopportava, figurati.
Oggi è diverso: i socialisti sono quasi dei liberali di sinistra.
Con tutto ciò, abbiamo messo nel sottotitolo "né socialisti, né conservatori, né clericali".
Così non avremo nessuno di Tocqueville, oh...:-)
Vogliamo riunire - visto che dovrebbero essere oltre il 30% degli italiani, i liberali a tutto campo (non solo i liberisti).

E voglio dire a tutti: non illudetevi: nessun club liberale italiano va sui blog. Dei miei 3000 indirizzi della Newsletter solo poche decine seguono anche il sito fisso. Io ho in indirizzario oltre 60 club liberali, ma che quasi non vanno su internet, si può dire. I blogger credono di essere chissà chi, ma non contano un tubo. Anche perché i liberali non amano internet, purtroppo. Tutt'al più i blog anno credito solo tra i giornalisti. E grazie: spesso gli forniscono spunti o notizie gratis...
 
Complimenti a Tentellini, come sempre lucido ed essenziale.
Caro Luca, a proposito della stretta conformista (o autoritaria?) della rete Tocque-ville, che ormai più che "ospitare Pera sembra da lui graziosamente ospitata, come hai ragione!
Si vede che il bravo JimMomo non fa più il selezionatore, perché grava sull'antologia una pesante cortina di "politicamente corretto" che fa paura. Se io scrivo 3 articoli (2 intelligenti caustici e 2 banale e innocuo) si riprende quello banale e innocuo.
Roba da Minculpop in orbace.
Che, vista la provenieneza di certi blogger, non è neanche una delle mie solite battutacce...
Ma ora che Pera è stato eletto, dico, ma si calmino. Che è questo zelo? O magari qualcuno aspira, a spese nostre, a qualche strapuntino di potere in un ufficio stampa in qualche recondito ambulacro ministeriale? Ah, è vero: che ingenuo, finalmente ci sono arrivato!!!
 
Da orgogliosamente ignorante non ho avuto neppure un dubbio quando ho letto del progetto NeoLib : ho dato la mia adesione istantaneamente e ho parlato di NeoLib a tantissimi amici.
Un consiglio, Nico Valerio: Se ti rode tanto che NeoLib abbia tutto questo successo prova almeno a non manifestarlo in maniera così evidente, perchè fai solo pessime figure. L'invidia è una brutta bestia, Nico. Se vuoi il bene dei liberali aderisci a NeoLIB insieme agli altri fedeli del tuo ( ennesimo in area liberale) partito-civetta. Se vuoi solo un pò di gloria personale allora continua con questa tua stronzata cosmica, ma non accusare gli altri di essere privi di basi culturali, quando poi con la tua saccenza dimostri di non conoscere il principio più liberale della storia, cioè quello della misera povertà della conoscenza umana, espresso dalla massima: " Io so di non sapere". Chi pensa di sapere ogni cosa, chi pensa di poter dispensare patenti di liberalismo perchè ha letto centinaia di testi liberali non si rende conto di aver imboccato pericolosamente la strada che porta a volere imporre agli altri la propria infallibile verità e conoscenza.
Un pò di umiltà , Nico Valerio , leggiti per bene il commento di Sgembo ( uno che si definisce operaio e ignorante , e che secondo me ha scritto in assoluto le cose più sagge e liberali che siano state pubblicate in questo sito).

Saluti libertari

LIBERAMENTE
 
Bravo Bix, non a caso la migliore tronba bianca. Basta con i furbi che vanno al supermarket delle idee, comprano un po' di mercato libero, condiscono con un velo di zucchero individualista (sbagliano scaffale e ci mettono quello del superuomo anarchico marca Stirner...), insomma per la serie "mi faccio gli affari miei", e chiamano tutto ciò liberalismo...
Eh, no, questo c'era pure nel fascismo di Mussolini: mercato libero o quasi (almeno all'inizio) e individualismo a bizzeffe.
E il resto?
 
Senti Anonimo più anonimo di Jinzo (che è tutto dire), io non sono un coglione da bar che il lunedi mattina con la Gazzetta sottobraccio "fonda" un partito, il tempo di bere un caffé, prima di andare a timbrare il cartellino come usciere neo-assunto in prova.
Perché questo è il livello. C'è chi, poveretto, si realizza così. Tante umiliazioni nella vita reale: fammi aprire un blog, tanto là non mi conosce nessuno.
Perciò cerca di capire anche senza frequentare a caro prezzo i corsi accelerati della CEPU: questo non è un partito, ma in comitato che dovrebbe dare origine ad un movimento per l'unificazione dei liberali.
Perciò fondate pure tanti Neo o Vetero-Lib: benissimo, avremo più sigle da unificare, ci facilitate il lavoro. 60 club erano pochini, con il vostro (puramente virtuale, perché se vi vedono in faccia scappano...) fanno 61. Che problema c'è?
ciao, non mi sono mai divertito così tanto in vita mia...
Uno che vorrebbe "fondà" un pardido
(che l'ha visto fa' 'n televvisione, e je sembra tando facile..." mo' ce prova pover'omo.
Ma, signora mia, sapete com'è, ce stanno tanti 'nvidiosi ar giorno d'oggi. Che "rosicheno" [sì ma mettetela la traduzione, mica tutti i rifondaroli sotto-lib "alla Jinzo", che ormai è diventato proverbiale, sono nati nelle canpagne tra Terni e Macerata?...] ...:-)))
 
Caro Sgembo, scusa se mi intrometto, forse stai cadendo in un equivoco con l'amico Tentellini. Perché te la prendi con lui? Anche lui non sopporta quelli che spaccano il capello in quattro; ce ne siamo andati dal PLI entrambi per questo. Voleva solo dire che prima di fare ci vuole un progetto. Pure per costruire un bullone ci vuole un progetto con tanto di disegno preciso, misure ecc. Figurati per un coordinamento e poi per un partito.
Secondo: Chi dovremmo riunire, casalinghe e pensionati del Centro Anziani? No. Club culturali liberali, dove gli esperti e intellettuali sanno tutto e ci guarderebbero pure male. Per convincerli ad azzerare i loro gruppi dobbiamo essere credibili ai "loro" occhi, fargli un discorso culturale. Se no, diranno di no.
Se il nostro progetto non è fatto bene, intellettuali e politici quelli ci mandano a quel paese. Figurati se il direttore del Centro Einaudi che è un docente universitario che sa tutto di liberalismo si lascia convincere da uno qualunque a "mettere una firma qua".
Dobbiamo quindi "prima" elaborare un programma liberale moderno ma condivisibile da tutti questi club culturali. Perché il liberalismo è soprattutto cultura, poi politica. Ecco una delle tante differenze con conservatori e AN, p.esempio, che privilegiano la politica sulla cultura. Una base di intellettuali è indispensabile per non dire cavolate e farci prendere sul serio.
Insomma, ricordiamocelo tutti: dobbiamo unificare delle persone di cultura. Queste persone (loro, quindi, e se siamo credibili anche noi insieme a loro) fonderanno, se tutto va bene, l'unico soggetto liberale. Fra 2-3 o 4 anni. Forse.
Ecco perché è da cretini fondare nuove sigle, proprio adesso: ce ne sono già troppe. Si aggiunge solo discredito e si sputtana il liberalismo, allontanando il momento della unificazione. Altro che...invidia, come dice Jinzo. Vergogna, semmai.
E, ti assicuro, l'amico Tentellini è dalla nostra parte. Si occupa di questo da anni. E ti assicuro Sgembo che i liberali sono individualisti difficili da unificare. Non è quindi l'individualismo, come dice l'amico Taradash, che bisogna aggiungere: ce n'hanno fin troppo...
 
che dire....noi liberali riusciamo sempre a dividerci ancora prima di iniziare un qualunque progetto.Boh, continuerò a dedicarmi alla mia modesta parte di Italia^^
 
Caro Alex, a parte l'individualismo, la parola è così bella (solo in Italia, dove ce n'è di meno, guarda caso...) che i tantissimi conservatori e ora perfino ultraconservatori hanno imparato a usarla come foglia di fico, perché si vergognano di definirsi - chissà perché - conservatori.
E anche nel PLI i conservatori, non i liberali, ricordo, erano la maggioranza anche quando avevo 16 anni. Si infiltrano dappertutto. E ora anche a sinistra hanno imparato (D'Alema...).
Insomma, i liberali litigano perché molti di loro non sanno neanche che voglia dire il liberalismo...
Fa' un test a Parma: vedi quanti "liberali" sono disposti a sottoscrivere sottotitolo e preambolo di questo sito (è in alto a sn, e lo abbiamo messo a punto parola per parola sulla base scrupolosa dei principi liberali)), e poi scrivimi. Vedrai che dei vari fondamenti liberali quasi tutti ne prenderanno solo 2 o 3, anzi avendo in orrore gli altri...
Questo è il livello in Italia, dove gli infiltrati stanno dappertutto (o Franza o Spagna ecc)
 
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Caro Nico, non me la prendo con Tentellini, discuto solo con lui. Quando me la prendo con qualcuno di solito non sono nè saggio nè liberale(grazie liberamente) :-)

E' così che vogliamo unire i liberali? chiamandoli dilettanti e provocando astio e risentimento? ero e sono perplesso.

Ma quanti voti portano questi centri culturali di cui tu mi parli e di cui io, da semplice cittadino, non ne ho mai sentito parlare prima? In democrazia i voti di 100 docenti universitari contano meno di mille casalinghe ...questo è il problema. O pensi forse che la gente segua i docenti universitari? ovviamente gli ignora del tutto, come li ignoro io.

Dal punto di vista culturale ripeto: la cultura non è mai troppa.

Ma prima si fanno i partiti, poi le assemblee e quindi gli organi dirigenti e per ultimi i programmi.

E come si fanno i partiti? Questo è un bel quesito, che merita ampie discussioni che non si possono fare qui.

Per i bulloni, io di questo me ne intendo più di te. Non puoi immaginare quante invettive vengono lanciate dalle officine verso gli ingenieri. Un mio collega quando si trova a dover smanettare macchinari progettati malissimo dice sempre: "Io il cretino che ha costruito questo affare lo metteri per 20 anni di seguito a smontare e rimontare stò coso tutto il santo giorno" :-)

E per ultimo ti cito Grendel che è un altro blogger "ignorante" e anonimo de noialtri:
"Molto abbiamo da imparare dall'esperienza dei "Founding Fathers", e dalle pessime prove di chi qui in Europa ha voluto imitarli, una delle più importanti è la capacità di ridurre la distanza tra il pensiero e l'azione. Mentre la vecchia e saggia Europa ha speso secoli ad elucubrare e rimuginare teorie su teorie, chi non ha esitato a metterle alla prova - anche sulla propria pelle - sono stati proprio i coloni del Nuovo Mondo"

Saluti
 
Sgembo, il nostro comincia a sembrare un dialogo di Platone, cioè socratico. E stiamo all'Europa, perché l'America, che ci piace e che amiamo, è diversissima. Li Destra e Sinistra vogliono dire destra e sinistra dei liberali, figurati. Non sanno cos'è fasciosmo e comunismo. La gente è diversissima. Anche perché le emigrazioni hanno selezionati certi tipi e non altri. Altro pianeta.
Ma se tu porti Bush in Europa, quello sembra uno di AN, non un liberale. Come infatti sono AN metà dei blog di Tocqueville...

Certo, gli intellettuali votano né più né meno delle casalinghe, ma servono quando si fonda un partito per delinearne la base culturale, i programmi generali, i metodi, tutto. E per farsi garanti della serietà e coerenza del partito presso l'opinione pubblica (giornali, circoli, altri intellettuali ecc), che altrimenti non voterebbero o non farebbero votre. Cioè proprio per avere i voti della casalinga.
Ma tu mi sembri non accettare la realtà: qui non dobbiamo fondare nulla di nuovo o di strano. Il liberalismo è molto conosciuto: è addirittura la dottrina più diffusa e nota al mondo, la N.1. E ti pare che tocca a noi farlo, con tutti i grossi nomi più esperti di noi che ci sono?
Noi possiamo solo lanciare l'idea, facilitare almeno la riunione dei tanti club culturali e politici che ci sono in Italia. Nella speranza che i politici veri ci prendano sul serio e raccolgano l'iniziativa. Ci prendano sul serio, appunto. Per essere presi sul serio bisogna fare un programma generale del partito (non quelli particolari delle singole elezioni) che faccia capire che abbiamo idee precise, davvero liberali ecc.
Hai visto che i Radicali e la RnP, con tutto l'appoggio del Corriere, grazie alla loro credibilità personale (tanti anni di battaglie con gli stessi obiettivi) e programmatica (programmi seri, utili all'Italia in questo momento ecc), hanno avuto solo il 2,6%.
Figurati una lista che non ha appoggi tra intellettuali e giornali: neanche riuscirà a raccogliere le firme e si screditerà a vita. Se poi si chiama "liberale" sputtanerà ancor più l'idea liberale.

Se poniamo Ostellino, Panebiamco, Magris e Mieli (dico per dire) vedessero Neo-lib, p.es, si metterebbero a ridere. Un nuovo liberalismo? Perché, il liberalismo che sta trionfando in tutto il mondo, e che il Corriere chiede, sarebbe in realtà morto?
Capirebbero subito, senza vedere i programmi che è una cazzata da dilettanti da bar, già dal logo. A nessun liberale verrebbe in mente di dire neo-liberalismo. Solo (è la 4. volta che lo scrivo, ma proprio non lo accetti...) a comunisti e fascisti. E poi subito vorrebbero sapere chi c'è dietro. Figurati se scoprono che non c'è nessuno, uno pseudonimo e un anonimo. Non è il partito della bistecca. Data la grandezza del liberalismo, qui ci vuole un nome grandissimo, tipo Pannella o Zanone, dico a caso. Altrimenti uno nuovo ma ricco ed eccentrico, tipo Berlusconi. Ma non l'ha fatto.
Non certo Nico Valerio, che potrebbe al massimo fare l'ufficio stampa.
Ma, il bello deve venire.

Vanno a guardare il logo e vedono "Mercato e individuo". Basta, lasciano cadere tutto nel cestino: questi due valori sono solo una piccola parte del liberalismo, del tutto insufficiente. Ci stanno anche nel fascismo, nella Destra più autoritaria, tra i Conservatori ecc. il mercato c'è anche in Cina. Ecco, sembra un logo di ultra-conservatori, non di liberali.
Afferri? Perciò sono incazzato, perché sembra roba di infiltrati.
Infatti dicono che il liberalismo è morto e dicono che Croce è socialista.

Questo è il punto. Com'è che non lo capisci? E' come se tu andassi a fare un gruppo di ultras milanisti mettendo nel logo solo il terzino e sputtanando tutti gli altri, e dicendo che il Milan è morto. Quelli per prima cosa ti menano... come provocatore.

Perché il programma sia liberale ci devono essere laicità, Stato minimo e centralità del cittadino (individuo è un concetto di estrema destra anarchica), tutte le libertà possibili, compresa la ricerca scientifica e i diritti civili, le liberalizzazioni e il no al corporativismo. Hai detto niente...
Insomma quello che, studiando, abbiamo faticosamente trovato e messo nella testata di Liberali italiani per dare un'idea, fare un test elementare di liberalismo spicciolo.
Non è un partito, tantomeno "nostro", ma un'idea di riunificazione (lunga, lunghissima, perché i partiti nascono lentamente) che regaliamo agli altri. Se gli altri vogliono unificarsi e azzerano le loro sigle. Se....
Ma nuove sigle, proprio no...
Che serva almeno al dibattito tra liberali. Ma, a trovarne. Qui vedo molti conservatori.
 
Caro Nico,

Ma io sono d'accordo con te praticamente su tutto.
Che il liberalismo non sia morto mi pare evidentissimo.
Che molti Neolib siano più conservatori che liberali nessun dubbio.
Se vuoi sono l'ala "destra" del movimento liberale in Italia.

Per dirne una stupidina: Ho proposto di mettere la parola "laici" nel simbolo ma me l'hanno respinta.


Tieni presente però che quasi tutti i Neolib si sono formati politicamente in epoca di maggioritario. La loro concezione politica è "o di qua o di la'". Per loro la Rnp è un gruppo di traditori, nè più nè meno. Che ci posso fare io? La pensano così.

Il tuo movimento è nato per unire tutti i liberali, il loro per raggruppare un certo tipo di liberalisti nel centrodestra, sono due cose diverse.

Io cerco solo di fare a capire a voi le loro ragioni e a loro le vostre.
Anche perchè io di impegnarmi in politica al momento non ci penso proprio. Discuto, parlo, contribuisco come posso, ma nulla di più.

Poi alla fine della fiera, sono i risultati che diranno chi è capace a fondare un partito e chi no. E' la dura legge dell'urna.

Saluti a tutti, e buone feste!
 
Ciao!

Mi dispiace che la prima cosa che fanno due iniziative che si prefiggono di unificare i liberali... sia litigare.
Invece di prendere le difese degli uni o attaccare gli altri, io faccio il salmone e vado controcorrente: mi iscrivo a tutte e due.
Magari va a finire che quella grande conferenza telematica la organizzate assieme.
Per il resto, rimango convinto che in un mondo globalizzato ed in un'Europa unita riunire i liberali italiani non sia un grande progetto, ma un piccolo progetto di politica locale.
Come ha detto Pietro Paganini (membro del vostro comitato) in un suo intervento al congresso del Lymec di Zurigo, "il mondo corre, la Cina corre, l'India corre, e noi stiamo qui a discutere delle cazzate" (in quell'occasione si discuteva se i liberali dovessero invitare o no altre associazioni non liberali ai loro congressi e seminari, qua si discute se il background culturale di Jinzo sia sufficientemente solido per invitare i liberali a sedersi attorno ad un tavolo).
Caro Tentellini, hai ragione quando dici che per fare un partito ci vogliono delle solide basi culturali. Ma dare dell'ignorante o dell'improvvisatore a chi secondo te non ha i titoli per definirsi liberale non è un buon modo per avviare l'unificazione dei liberali. Allora o mi dai 3 anni di tempo per studiare da liberale (indicami anche i testi più appropriati, per favore) oppure mi accetti come sono e la solidità culturale la porti tu.
Invece di criticare Jinzo, cerca di completare la sua azione, iscrivendoti a Neo-Lib. Vedrai che Jinzo a sua volta si iscriverà a Liberali Italiani, portando magari i contatti e le adesioni che ha raccolto, la pagina (carta stampata) che può pubblicare ogni settimana sull'Opinione e, magari, anche qualche idea.

D'altra parte ho l'impressione che Neo-Lib non vada bene perchè si prefigge di fare politica nel centrodestra, mentre qui si vuole un terzo polo. A me andrebbero bene entrambe le opzioni. Chissà se la solidità della mia cultura liberale dipenderà dall'opzione che scelgo.
 
Caro Gionata, è vero che la situazione politica è disperatamente frammentata e domintata dagli oligarchi.
Il fatto è, che se si pone una linea critica qualcuno se la prende subito a male e vengo accusato di essere presuntuoso o peggio. In realtà le iniziative si moltiplicano ogni giorno in una sorta di mitosi cellulare irrefrenabile. Ad alcuni sarà dato - provvisoriamente- spazio -perché risultano al momento utili a qualcuno degli oligarchi che manovrano il timone.
Se vogliamo fare subito chiarezza, dobbiamo ragionare su quali sono in realtà gli obiettivi comuni e se essi sussistono.

Ed anche: con chi dialogare (Tremonti o Visco??)

Infine c'è l'urgenza della contingenza politica:
che faranno a Roma i liberali? Con Veltroni o con il candidato della Cdl (Magari un Casini?)...oppure un terzo polino di disturbo e di bandiera? Per fare e proporre cosa? Più spesa pubblica oppure una linea alla Milton Friedman?

Si fa o non si fa questo discrimine tra liberali liberisti e post keynesiani alla Boselli? (E sono sue concezioni non compatibili)?
Ecco, queste sono questioni politiche da affrontare ..e penso che la crescita demografica dei gruppi lib sia ormai inversamente proporzionale alla loro influenza politica.
 
Caro Tentellini,
pensi che la crescita demografica dei gruppi lib sia ormai inversamente proporzionale alla loro influenza politica?
Un motivo in più per "mettervi in rete", creare sinergie e collaborare invece di darvi addosso.

Che faranno a Roma i liberali? Con tutto il rispetto per i romani, non me ne può fregà de meno. Nel mio post precedente ho detto che in un mondo globalizzato ed in un'Europa unita la politica italiana è politica locale, puoi immaginarti cosa penso della politica comunale di Roma.

Poi scrivi:
"Se vogliamo fare subito chiarezza, dobbiamo ragionare su quali sono in realtà gli obiettivi comuni e se essi sussistono."
Gli obbiettivi comuni vostri e dei Neolib sono:
- unificare i liberali italiani
- unificare i liberali italiani
- unificare i liberali italiani
Sussistono? Credo di si. Diamoci da fare.
 
Beati voi!
Sono basito per la scarsa qualità del dibattito che imperversa tra i sostenitori del Movimento c.d. "neo-lyb" e quelli del circolo (anche se propriamente non è tale) "Liberali Italiani". I primi, infatti, si sono autoincoronati fondatori di un nuovo movimento - più spirituale che partitico - sedicente liberale e liberista, in grado, a detta loro, di porsi all'interno del centrodestra. I secondi, per converso, criticano, talvolta con toni poco eleganti, l'iniziativa dei primi, sostenendo giustamente che è inutile creare nuovi marchi di fabbrica liberali che vanno a sovrapporsi (e non a sostituirsi) agli altri, ma innalzando ingiustificatamente i toni della disputa attraverso insulti a Jinzo e autoproclamandosi portatori della vera cultura liberale (beati loro!).
Ora, io non mi voglio porre all'interno di questa infelice e poco edificante questione. Mi limito a dire che questi dibattiti sono indice della scarsa volontà di dare realmente vita a una organizzazione partitica genuinamente liberale nel nostro paese e della assai viva intenzione di creare tanti minuscoli circoli culturali, ciascuno geloso della propria cultura e della propria tradizione.
Faccio i migliori auguri ad entrambi.
Lucrezio

www.restaprovvisorio.blogspot.com
 
Caro Gionata, perché non ti interessa una amministrazione comunale come quella di Roma che gestisce miliardi di euro di soldi pubblici pari al Pil di un paese in via di sviluppo? Veltroni lo sa bene e infatti la carica di sindaco lo ha fatto conoscere non solo in Italia ma anche nel resto del mondo? E poi il piacione Rutelli non si è forse "fatto le ossa" nell'Aula Giulio Cesare?

Io sono convinto che si debba proprio ripartire da Roma e da Milano per agire su quei mega deficit che sommati producono uno dei più grandi debiti pubblici del mondo. Qualche liberal liberista in più nei consigli comunali non ci starebbe affatto male.
Perché negarsi e lasciare campo libero a quei simpatici trafficoni dell'Opus Dei?

Ci si unifica nelle battagli concrete, nell'azione politica. Ce lo ha insegnato proprio Marco Pannella, o no?

Caro Lucrezio, solo una puntualizzazione.
Io ho criticato Jinzo con argomenti.Tutti gli argomenti sono discutibili con altri argomenti. E questo non mi sembra essere un comprtamento da "cialtrone" come mi ha definito Jinzo.

Non ho profferito insulto alcuno. Semmai - e lo puoi leggere qui sopra, pare essere il contrario - D'altronde io ci metto nome e cognome, assumendomi tutte le responsabilità di ciò che scrivo. Altri no. E questa è una differenza non formale ma sostanziale. "Facciamo" prima i liberali poi definiamoci come tali. Sarebbe un bel passo avanti. Di polemiche con amici liberali ce ne sono sempre state. Anche dure. Ne ho fatta una al calor bianco con Raffaello Morelli sul libro di Michele de Lucia ma senza darsi del "cialtrone". E mai con toni come quelli che ho visto in questi anonimi Neo-Lib.

Al liceo non mi piacevano le sprangate reali degli Autonomi e dei picchiatori con la croce celtica e, oggi, non mi piacciono affatto le sprangate telematiche, sia pur virtuali, anche se chi le dà si presenta con la Stars and Stripes.

Riguardo la cronica tendenza alla suddivisione molecolare, hai ragione. E' vero siamo un autentico disastro. D'altronde anche in Parlamento visto il numero di partiti della platea non si scherza.
E' un malanno italiano.

Io non credo che Nico con questo blog abbia inteso mettersi alla testa di un qualche fantomatico movimento ma, più semplicemente aprire uno spazio di confronto.

Intanto, si va avanti e si combina qualche cosina; si sta preparando un incontro proprio a Roma per tutti - tutti - i liberali riguardo proprio le prossime elezioni amministrative.
Prima di aspirare a Palazzo Chigi, Caro Gionata, si cerchi almeno di arrivare al Campidoglio, che qua neanche in una assemblea di condominio c'è una rappresentanza liberale.
 
...Come volevasi dimostrare:

Angelo Crespi direttore de Il Domenicale lancia (anche su Il Foglio) l'iniziativa del "gramscismo" di destra (riguardo la carenza culturale e di think tank nella Cdl).

Gli risponde da Libero, giustamente, Alberto Mingardi (Istituto Bruno Leoni). Articolo disponibile anche sul giornale on line legnostrorto.it.

Insomma, non siamo i soli a porre la questione dei "think tank" liberali anche se c'è chi (Crespi) si attarda sulla incasellatura " di Destra", un pò strettina dati i tempi.
 
L'Unione, per i pochi mesi che "governerà" (si fa per dire), ha messo su un comitato coi fiocchi, un vero Think tank come dice il bravo Tentellini.
E volete che noi - dopo decenni di divisioni, coll'individualismo esasperato che c'è tra liberali, e con la divisione tra liberali di Ds, Centro e Sn, non cominciamo almeno con una commissione seria che indichi ai politici che spazi ci sono per l'unificazione?
D'altra parte i toni non liberali con cui NeoLib reagisce alle critiche, dimostrano che c'è ancora molta strada da fare.
Si potrà fare subito, forse, l'unione dei Conservatori, quelli che stanno alla destra di FI, ma non dei liberali veri.
Nessun politico, nessun liberale aderisce ad una cosa senza programma serio, per di più indetta da uno sconosciuto.
 
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