17 aprile 2008
No, non è il Regno Unito. Le 10 stranezze del bipartitismo neoconservatore PdL-PD
Stropicciandosi gli occhi assonnati, paiono un po' allibiti per quello che hanno combinato ("Questa volta l'abbiamo fatta grossa - pensano il ragioniere di Bergamo e la casalinga di Isernia - cancellare in un sol colpo la Destra, la Sinistra, i Verdi e i Socialisti!"). E più guardano quello che hanno fatto su internet, tv e giornali, in cui si parla tanto di loro, più la cosa in fondo gli piace, ci prendono gusto.
Eroi per caso. La Storia queste cosette non le dice mai, è seriosa, gioca sempre al gioco della "causalità", ma qui è chiaro come il sole che hanno votato randomly, senza la minima razionalità, spesso scegliendo direttamente in cabina, come al mare. Un perfido contrappasso. "Tu mi hai rotto le balle per anni dai tg, rovinandomi anche questa domenica? E io me te magno, te cancello" (Alberto Sordi, cit.). Del resto, cui prodest, se perfino De Mita quegli sbadati di irpini dediti alla raccomandazione non hanno rieletto? No, no, un caso fu. Veramente noi non volevamo, signor Commissario. E già qualche operaio di Rifondazione che ha votato Lega si è pentito.
Per carità, non voglio dire che tra voti a dispetto e voti al partito "atteso come vincente", cioè al "futuro esercito invasore" (una tipica tendenza nostrana: "abbasso Franza, viva Spagna, purché se magna"), gli italici e ignoranti menefreghisti non abbiano assecondato, anzi impersonato magistralmente - come diceva quel filosofo - lo Zeitgeist, lo spirito del tempo. La psicologia sociale parla chiaro: anche i tic, gli errori, le distrazioni, le ripicche, le leggerezze, contano, eccome. Tutto è semantico, figuriamoci un voto. Del resto, le sferruzzatrici ciniche di Parigi (le tricoteuses) davanti alla ghigliottina non erano politicamente più consapevoli dell'avvocato di Palermo o dell'ingegnere di Genova, che "non hanno mai tempo di leggere i quotidiani".
Ma vediamoli questi 10 paradossi e 3 tendenze che ci ha consegnato l'ultima votazione.
.
1. paradosso. Degli oltre 12 milioni di liberali, consapevoli o no, accertati in Italia, Paese che fa parte dell'Occidente liberale (diciamo il 33 per cento, incrociando alcune indagini demoscopiche con centinaia di quesiti concreti che non riportavano mai il termine "liberale"), solo 103 mila hanno votato per il PLI. "Colpa del bipolarismo"? Non basta: con questi numeri un polo avrebbe dovuto da tempo essere liberale, se solo i dirigenti liberali in Italia avessero lavorato con intelligenza. Si pongono quindi problemi seri di personale politico liberale, del tutto inadeguato.
2. paradosso. La stragrande maggioranza dei liberali ha votato per i due partiti di massa. Che, conoscendo i liberali, è un po' una cosa contro natura...
3. paradosso. La maggior parte dei liberali, pur essendo costituzionalmente terzisti, hanno votato sicuramente Berlusconi, magari con la molletta sul naso. Ma il suo partito, pur potendo scegliere, non ha aderito al partito liberale europeo ELDR, ma al partito cristiano e conservatore PPE.
1. tendenza. Dalle urne, favorito da una legge pessima, viene fuori una sorta di duopolio omogeneo alternato. Forse, chissà, nascerà una nuova formula, una cosa made in Sicily, come il milazzismo? O una cosa faziosa come nella Firenze di Dante? Agli Italiani, campanilisti e tifosi da secoli ma poco ideologizzati (la Controriforma cattolica senza la Riforma protestante li ha conservati anodini), sembra andare terribilmente a genio il bipartitismo. Gli ricorda tanto i derby di calcio, che sono alla loro portata. Spopola nei bar. Ma sì, dopotutto ce l’hanno nel sangue. Sono gli anglosassoni, semmai, che l'hanno copiato da noi. Loro, guelfi e ghibellini. Dove, almeno, c'è una questione di principio ideale. Noi, che solo ora ci accorgiamo di avere il Vaticano, solo guelfi. Bianchi e Neri, come a dire beghe interne tra opposti conservatorismi clericali.
4. paradosso. Dopo l’orgia di particolarismo, dopo la formula "Un uomo, un partito", ora all'improvviso i partitini, i furbetti, le liste locali e di disturbo, non li vuole più nessuno. Possibile? Gli stessi Di Pietro e Lombardo se la sarebbero vista brutta se non avessero stilato il patto d'acciaio dell'apparentamento. Idem per la Mussolini. Così, niente più specialità italiane, come la mozzarella: De Mita, Mastella, Pecoraro Scanio, Diliberto, Verdi, Socialisti, Rifondazione, Storace, Boselli, Santanché. Che poi per questi ultimi due mi dispiace: li avrei salvati, sono sicuramente migliori di centinaia di oscuri peones di Berlusconi e Veltroni. Ma niente, la populace è stata impietosa. Come le tricoteuses di Parigi davanti alla ghigliottina.
2. tendenza. Ah, dimenticavo il Pli. Ma in questo caso, per fortuna nella sfortuna, non se n'è accorto nessuno. Quindi il danno di immagine nella psicologia della comunicazione è modesto. Certo, si è confermato nel largo pubblico e nei depressi liberali di base che i liberali sono sempre perdenti. Questo l'errore psicologico insanabile. Mentre siamo ad oltre il 30 per cento sociologico. Perché non si riesce neanche a parlare al 999 per mille dei liberali italiani? La provinciale e anziana - di idee, non di età - classe dirigente del Pli non sa fare propaganda per incultura, in quanto ignora l'Abc della psicologia e della scienza della comunicazione, che poi sono la base della politica. E' composta per lo più di avvocati del sud e assicuratori o rappresentanti del Centro-nord, che fanno rispondere alle email dalla segretaria e ritengono internet un gioco da ragazzini perditempo. Per carità, ci sono dei giovani attivi, che vorrebbero fare, ma se li senti parlare sembra di stare dentro Forza Italia in quanto a profondità e originalità di idee liberali. Se è così, allora preferisco tenermi i vecchi dilettanti: perderanno sempre, ma almeno sono sicuramente liberali, anche se tecnologicamente e psicologicamente inadatti.
Inoltre, il segretario del Pli - che stimo ideologicamente come un vero liberale, anzi, l'unico completo e rappresentativo che abbia il Pli (purtroppo, non esiste ricambio) - non comunica con la gente, sembra dividere l'umanità in "amici-nemici", "simpatici-antipatici", "potenti-non potenti" (anziché in intelligenti-non intelligenti) e decide tutto da solo, al massimo parlando a tu per tu con qualche deputato, convinto come nel Sud dell'800 che i soggetti degni di Politica siano solo quelli che già stanno in Parlamento, quelli che hanno Potere. Il famoso Potere che piace tanto alla gente del Sud. E i cittadini, la società, chi li raggiunge? Un vizio diffusissimo tra i liberali del Meridione, terra tanto povera di fermenti liberali che fummo costretti a mandargli Garibaldi, e ora invece stranamente ricca di pretendenti politici (cfr in Sicilia il detto "cummannari è megghiu ca fùttiri").
Così, si è deciso di presentare il simbolo solo gli ultimi giorni (mentre gli altri partiti si mostravano dappertutto da mesi o anni), senza o quasi manifesti. A Roma non ne ho visto uno. Solo 2 o 3 passaggi in tv, tra cui Porta a porta, ma il pubblico deve essersi chiesto, a ragione: "Ma chi sono questi, che hanno fatto e detto negli anni scorsi? Com'è che non li abbiamo mai sentiti nominare prima? Ecco l'ennesimo inutile partitino". Questo è quello che si raccoglie se non si lavora ogni giorno a tempo pieno, col volontariato, come i Radicali. Non si fa politica nei ritagli di tempo o il fine settimana. Ci vogliono motivazioni e persone forti.
La Federazione dei Liberali, che fa parte del nostro Comitato di Liberali Italiani, ha risposto con encomiabile flessibilità al tardivo appello di De Luca e ha condiviso la lista, unendo anche il logo "Partito della Libertà" (che, su mia proposta al CN del Pli, la dirigenza aveva rifiutato con ironia solo 20 giorni prima).
Ma era davvero troppo tardi. E' mancata una presentazione forte, che facesse da "evento" e che fosse tempestiva. E' mancata soprattutto una classe dirigente "credibile", che cioè avesse lavorato ogni giorno negli anni precedenti, e quindi familiare ai giornalisti e all'opinione pubblica. E che, perciò, facesse capire alla gente di essere "vincente". Non si inventano gruppi e partiti senza una precedente base elettorale e sociale alla vigilia delle elezioni: la stampa diffida, e fa bene.
Vorrà dire, che è stata una "presentazione in anteprima", una piccola "esercitazione alle urne" per la grande competizione delle Europee, tra un anno, dove si voterà col proporzionale. E tutti i liberali saranno uniti insieme all'ELDR. Sarà un evento.
La differenza tra PLI e PS, però, è tutta a nostro favore. La gente sapeva che i socialisti c'erano, e li ha sadicamente e ingiustamente bocciati. Ma i liberali era convinta
di averli già cancellati in passato, non sapeva proprio che fossero "ricicciati". Così non li ha guardati proprio, permettendo a opportuni manipoli di aficionados dislocati nelle varie province di dare un voto di testimonianza, polemico verso il Veltrusconismo conservatore, né liberale né socialista.
3. tendenza. Piuttosto, siamo davvero di fronte ad una mutazione genetica nel popolo italico o è solo l'effetto passeggero del Porcellum? Ah, saperlo. Formalmente, certo, è una evidente modernizzazione anglosassone, con due partiti simili tra loro e senza la rappresentanza in Parlamento di partiti comunisti o fascisti. Il che da liberali di deve piacere. Ma, attenzione, comunisti e fascisti non scompaiono dalla società italiana, anzi.
5. paradosso. A differenza che nel Regno Unito e in contrasto con la esclusione della Destra estrema (allora è vero che non è una preclusione ideologica, ma casuale...), qui ci sono ancora i fascisti, o ex-fascisti da pochissimo riconvertiti, e proprio in area di Governo, visto che fanno parte del PdL. Ciarrapico non ne fa mistero, e chissà quanti meno noti ci sono. Se ci fossero stati comunisti dichiarati tra i veltroniani, immaginiamo il chiasso del Centro-destra.
6. paradosso. Sarà pure bipartitismo, ma i 2 partiti sono un’accozzaglia di tutto e il suo contrario. Al loro interno, a differenza dell'UK, ci sono cattolici liberali, clericali, socialisti, fascisti, conservatori, liberali. Chi prevarrà?
7. paradosso. E ancora, a differenza dell'UK, nessuno dei 2 partiti è liberale o liberista, tantomeno libertario. Diciamo che, piuttosto, prevalgono in entrambi di gran lunga i conservatori, e non pochi dirigenti sono addirittura clericali. Mancano perfino i socialdemocratici, figuriamoci poi i liberali.
8. paradosso. Eppure, com'è come non è, il PdL parla sempre di "liberale" e "liberalismo". E invece? Dalla presenza degli infiltrati 9 parlamentari radicali (meno male! Auguri, Rita, auguri anticlericali a Turco) e da precedenti tentativi (Bersani, Ichino, Ricolfi, Biagi ecc.) sembra che ci siano più fermenti liberali nel Centro-sinistra che nel Centro-destra. L’ha dovuto ammettere perfino De Luca (al CN del PLI di marzo).
9. paradosso. Già, ma ora non tocca governare al Centro-sinistra che stava proprio diventato un po' più liberale, ma al Centro-Destra, proprio ora che è uscito il libro di Tremonti, che avrà pure ragione in certi casi, però è anti-liberista. E l'intera coalizione è stata finora - nonostante o forse proprio per l’abuso dell'aggettivo "liberale" - la meno liberale, la più corporativa (ricordiamoci i tassisti di Roma) e la più statalista (contratto con gli impiegati statali). D'accordo, non avrà messo le mani nelle tasche dei cittadini, ma le spese dello Stato il Centro-destra le ha aumentate. A differenza del Centro-sinistra. Ma per finire incombe il...
10. paradosso. Pur col Governo in controtendenza, tuttavia, l'Europa, le autorità monetarie internazionali, le agenzie di rating, i partner commerciali, tutti chiederanno al Governo di Centro-destra "qualcosa di liberale", dopo i richiami sul deficit, il mercato interno poco libero, la concorrenza debole, i privilegi di Casta, impiegati statali, Rai-tv, società elettriche, bancarie e di assicurazione, le mancate liberalizzazioni, la perdita di quote di mercato all'estero, l’inflazione.
Saprà Berlusconi fare qualcosa di liberale e liberista? Ne dubitiamo, anche se lo speriamo. La prima mossa, quella delle tasse locali (ICI), per quanto gradita a noi liberali, sembra smentirlo e riportare il personaggio alla sua innata teatralità. Per come cattolici e sinistra costruirono l'assurdo Stato sociale, le tasse ormai non sono più una variabile indipendente. Così Berlusconi non può eliminare tasse a colpi di populismo alla Peron senza cambiare tutta l'economia in senso liberale. Deve drasticamente tagliare le spese statali, privatizzare e liberalizzare tutto, dalle società pubbliche alle professioni. Ma lo farà? Ci vorrebbero 20 anni, in Italia. E poi, con Bossi, Fini e Tremonti al Governo? Quando le categorie da "colpire" sono proprio quelle che lo hanno votato? La risposta, purtroppo, è no. A meno che...
A meno che, come Bush in fine carriera sta cercando un bel gesto che stupisca i critici e lasci un buon ricordo di sé, anche Berlusconi non mediti qualche sorpresa.
Sinceramente penso che i liberali in Italia non siano più di 2 milioni. Non so da dove ti salta fuori quel 12 milioni: conti anche i liberali che considerano "liberalizzazioni" i divieti di Bersani o il (presunto) protezionismo di Tremonti? In tal caso devi considerare liberale anche il governo che verrà...
Gionata
Lo hanno stabilito una decina di indagini demoscopiche. Per l'esattezza si va dal 20 al 35-40 per cento. Certo, basta fare le domande giuste alla gente. Ma tu ormai fai il tifo ("noi-loro"), non ti interessano le idee. Per me invece esistono le idee. Che in Italia si raggruppano sostanzialmente in 3 posizioni democratiche: conservatori, liberali, socialisti. Prova ad analizzare tutto con questa griglia e arrivi tu stesso alla mia conclusione. Grosso modo un 40% degli italiani sono conservatori, 30% liberali, 30% socialisti. Incluse le frange. Solo che i liberali non si vogliono unire.
Carlo Gattai
Il governo che verrà sarà liberale solo se "farà cose liberali", sono d'accordo col blog di Valerio.
Possibile che non riesca a spiegarmi. L'equivoco si spiega forse perché tu e molti amici pensate per riflesso condizionato solo al PLI, io invece penso e mi riferisco SOLO AL LIBERALISMO. Cioè ai quei 5-6 principi base.
Il PLI. Guarda il suo ufficio politico: è presentabile, secondo te? Giovedì scorso a una diretta TV regionale sono andato come rappresentante PLI e la seconda domanda è stata proprio "Quale PLI, quello della prima repubblica con Altissimo..?". Forse mi allontaneranno dal partito, ma io non sono liberale per politica (ho degli attestati della fondazione Einaudi), e sono fiero di aver preso nette distanze.
Sulla comunicazione, nel partito ci sono tante idee, alcune davvero brillanti, perfino sorprendenti. Ma c'è una sorta di imprinting che affligge certi esseri umani: visto un modo di fare politica, tutti gli altri sono ignorati.
Mi hanno chiesto di preparare il terreno per le amministrative del prossimo anno. Se lo farò so già con chi andare: svegliamo questo popolo di bacucchi.
http://www.youtube.com/watch?v=NibNeKUonxs
Salvatore di Maggio.
Gionata
Dal momento inoltre che frequenti La Federazione dei Liberali con l amico Morelli spiegaci come hai fatto in questi anni applicando il tuo sapere mediatico e le tue pretese capacità politiche a non portare la Federazione in Parlamento e a raccogliere tramite loro una parte del voto dei 12 milioni di liberali da te censiti.
La verità è che ricostruire una credibilità elettorale non è compito nè semplice nè gratificante e che i 103.000 italiani che ci hanno votato hanno mostrato maggior convinzione di quanta tu con la tua proverbiale prosopopea ne abbia realmente.
Scendi dalla cattedra e fai come altri ed io abbiamo fatto ,dove mancavano i manifesti ce li abbiamo attaccati con le nostre braccia . Claudio Gentile consigliere nazionale del Pli
chi non ha peccato scagli la prima pietra.
Nel 2006 io mi ricordo il mazzo che ci siamo fatti in Emilia Romagna per raccogliere le firme di cui il segretario si è disinteressato, visto che aveva la poltrona promessa-non-mantenuta dal berlusca.
- Abilità politica. All'epoca io mi sono chiesto come mai, con tutte le lotte interne per accaparrarsi i posti, in FI doveva farsi da parte qualcuno per lasciare il proprio posto a un esterno.
Questa puzza di bruciato io e altri miei corregionali, profanissimi, l'abbiamo nasata.
- Firme. Mi ricordo che tutti i militanti della regione non sono riusciti a raccogliere che qualche centinaio di firme, se ricordo bene intorno alle 300.
- Parlamento. la FdL non è in parlamento; ma perché il PLI c'è?
- Dei 103000 italiani che hanno votato PLI ti assicuro che pochi sanno chi è il segretario nazionale. Hanno votato il simbolo, non le persone. Lo so perché frequento le iniziative liberali a Bologna, e nessuno di quelle persone vuole occuparsi di politica, solo di cultura, sentendosi ben remoti dal PLI.
- Se i manifesti sono come quelli che sono arrivati a me e che nonostante tutto ho attaccato, capisco perché solo 103000 italiani hanno votato PLI.
Per concludere, liberalmente direi a Nico di non smettere con la prosopopea se lo ritiene giusto, ma se riesce anche ad attaccare un manifesto con noi è libero di farlo.
Ah, la sua prosopopea almeno si fa leggere.
Salvatore di Maggio, del liberalismo innamorato non corrisposto.
I veri liberali ricordatevelo non sono i socialisti come voi che in perfetto stile soviet e con la vostra prosopopea avete di fatto occupato il partito spacciandovi per liberali.Non basta aver letto due libri e tradotto il tutto in salsa socialista.
Mi fate pena perchè ci ricordate un pò la pseudo superiorità morale e culturale della sinistra verso tutto quello che non si allineava a loro salvo poi dissolversi difronte alla realtà.
Basta, finitela con i proclami e iniziate a lavorare seriamente,non con chi ci sta portando alla rovina,ma con la realtà del paese.
Domanda. Ma questo PLI alleato del compagno Morelli e benedetto dai Radicali e dai Socialisti con chi pensa di dialogare?
Pensate davvero che i 103000 voti siano arrivati da questo bacino elettorale,oppure è il voto degli ultimi nostalgici giapponesi liberali che non hanno ancora capito che lo storico PLI è ormai diventato la brutta copia dei radicali? Oppure è solo il voto dei socialisti che non si riconoscevano più con Boselli?
Parlo degli stessi radicali borghesi che nulla hanno a che vedere con il glorioso e puro partito radicale degli anni 70. Un pò come voi.
In uno scenario bipolare i liberali devono scegliere: se sono più attenti alle libertà civili possono entrare nel PD. Se sono più attenti alle libertà economiche possono entrare nel PDL. In entrambe gli schieramenti devono cercare di rafforzare il liberalismo. Il resto è utopia, ridicolo velleitarismo e presunzione contro ogni evidenza.
Il PD e il PDL saranno sempre vincenti, ma non potranno mai essere liberali finché i liberali ne stanno alla larga: i limiti del PD e del PDL vanno colmati agendo nel PD e nel PDL. Con De Luca abbiamo dialogato fino a quando è caduto il governo e lo scenario ha preso una direzione bipartitica. Ora non ha senso puntare sui 103.000 voti, sullo 0,3%... Nella prossima tornata non ci sarà un decreto che consentirà di presentare le liste senza raccogliere le firme.
Gionata
De Luca, perfetto nel mix ideologico liberale (nessun altro nel Pli è così onnicomprensivo dei vari aspetti della vasta ideologia liberale), che mi rappresenta personalmente al 90%, ma inadattissimo a fare il segretario d'un partito politico, sia per la sua irrazionalità (simpatie-antipatie, personalismo, volubilità ecc), sia per la totale ignoranza della psicologia, per la lentezza, per l'inattività assoluta di propagandista. Oggi un segretario deve lavorare 24 ore al giorno, come ci hanno insegnato i Radicali. Andare tra la gente, essere esperti di psicologia e comunicazione, usare internet, convincere i giornalisti, altro che il Transatlantico della Camera o gli amici deputati. La politica non è cosa che si può fare al bar con gli amici. Poi non ci lamenti se un movimento da potenziale 35% è allo 0,2%. Una vergogna per tutti noi liberali doc. Altro che vantarsi, ottusamente. Ho perfino fornito un nuovo simbolo visibile e forte (quello attuale è pessimo e chiaramente disegnato da uno che non credeva al liberalismo), un nome nuovo e vincente (la prola "partito" è finita), suggerimenti per creare notizie ed eventi. Macché. La dirigenza non calcola nessuno, "alla meridionale" (mio padre era pugliese e conosco bene la psicologia perdente ed egocentrica dei meridionali di origine greco-ispanica). Come a dire: "Chi sei tu? Non sei nessuno. Hai anche i capelli poco ordinati. E non hai potere. La Politica la devono fare i deputati o gli ex deputati", sembra pensare il nostro amico. Ma è un fatale errore. Ed è masochismo anche non delegare, scegliere le persone sbagliate, i collaboratori. Solo l'enunciazione del liberalismo a parole funziona nel PLI. E perciò io sarò dalla parte dell'attuale dirigenza nel PLI. E' il male minore: gli altri sono tutti peggiori. Magari saranno un po' più attivi (non ci vuole molto passare dallo 0 a 2), ma della loro visione liberale - a quanto sento negli interventi al CN o ai Congressi - non mi fido. Ricadremmo del conservatorismo alla Forza Italia, nel generico, anodino, mediocre moderatismo alla PLI dei vecchi tempi, vecchi e poco gloriosi. No, oggi i tempi sono cambiati, il liberalismo ha vinto nel Mondo, noi dobbiamo essere forti e un po' arroganti, non timidi e perdenti. Quindi ci meritiamo un nuovo personale politico, una nuova base. Voglio una linea politica come quella recitata da De Luca, ma gestita da una Segreteria allargata a 7 co-segretari molto dinamici (alla Capezzone), con deleghe sui temi particolari, di cui De Luca farà il portavoce primus inter pares. Con altro nome ("Liberali Italiani"), altro simbolo (la bandiera italiana pura, senza asta), e dinamismo 24 ore su 24 in stile radicale, ma senza i loro eccessi. E basta (scusa Gentile, ma la stranezza dovrebbe colpire anche te siciliano, se hai un minimo di obiettività) con una classe dirigente siciliana e meridionale, dunque lenta, perdente e amante del Potere. Lo dico da figlio di pugliese. Il liberalismo è nato al Nord, e ci sarà pure una ragione. E deve ridiventare un movimento nazionale, con prevalenza del Centro-Nord. Se no, non sfondiamo.
E non vi dico i manifesti: decisi personalmente dal segretario-tuttologo, anche grafico, art director e copy-writer! Naturalmente pessimi. Ma sarebbero stati ugualmente pessimi anche se dettati da Adam Smith, Einaudi o Croce: filosofi, economisti o avvocati non sono esperti di psicologia, comunicazione, grafica, tranne casi eccezionali. Ma da liberali intelligenti, ecco il punto, avrebbero capito, essendo per il MERITO, l'INTELLIGENZA e la PROFESSIONALITA', che loro dovere liberale era farsi da parte nelle materie non di propria competenza in cui si è chiaramente inadeguati.
Capito Gentile? Spero che tu possa imparare, prima di discutere a vuoto avendo torto marcio.
Io l'ho votato come il meno peggio, ma ci meriteremmo ben altro! E' inutile dare l'ossigeno a una cosetta nostalgica: bisogna rifondare del tutto un grande nuovo soggetto liberale, dopo una grande assise di Stati Generali. Partendo da zero.
nel Regno Unito i liberali sono "liberal", ossia sono più a sinistra dei laburisti. Li puoi paragonare all'ex correntone dei DS. Non solo i conservatori e i laburisti inglesi sono più liberali dei nostri PD e PDL, ma anche più dei "liberal" inglesi.
Detto questo, Martino, Pannella, Capezzone, La Malfa, Costa, Debenedetti, Della Vedova e i tanti giornalisti liberali non vogliono fare quello che proponi tu. Non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello. Non l'hanno voluto fare quando c'erano le condizioni (nell'autunno dell'anno scorso abbiamo provato a metterli insieme in una lista che si candidi nel centrodestra, con tanto di industriali disposti a metterci dei soldi: gli unici che ci stavano erano quelli del PLI), figurati se lo vogliono fare ora che le coalizioni di rifondazione, verdi, PDCI e correntone dei DS non riescono a eleggere nemmeno un parlamentare.
Gli Stati Generali non otterranno mai niente. Lo 0,3% è già un gran risultato, che difficilmente riuscirete a ripetere.
Gionata
Proprio non riesci a capire, con una testardaggine unica, una cosa che sanno tutti i giovani liberali già nella GLI: che la divaricazione Destra-Sinistra non c'entra nulla col Liberalismo. IO lo sapevo già a 16 anni. Il liberale non è partigiano e fazioso per natura. E non seguirà mai il falso e vuoto schema Destra-Sinistra. Che vuol dire, poi? Non sei mai riuscito a spiegrmi la differenza. Provaci, se ci riesci. E' da 3 anni che te lo dico. Eppure continui a definirti liberale....
Questa impostazione faziosa inficia anche l0altra argomentazione: naturale che tutti i liberali che dico non si unirebbero mai nel Centro-Destra (o nel Centro-Sinistra). Ma sono sicuro che con una offerta forte da persone credibili si unirebbero tra loro, solo tra loro, come 3. polo.
Bisogna svuotare a poco a poco i 2 schieramente populisti, conservatori e illiberali. Riappropriamoci dei tanti voti liberali che ci hanno rubato.
Se tu gli mandi una email neanche rispondono, o hanno sempre la casella full. Un disastro. E cordialmente sottostimano il web giudicandolo una perdita di tempo.
Non parliamo poi dei comunicati, dei manifesti, della grafica, del simbolo: tutti pessimi e controproducenti, polverosi, tecnicamente fatti male...
Al posto suo, io convocherei a cena tutti i blogger liberali e farei subito una catena. Macché, come parlare ai muri. Ma se avesse queste idee non sarebbe De Luca, sarebbe... Capezzone!
Peccato, però, perché come rappresenta lui il Liberalismo nella sua globalità - a parole, purtroppo, solo a parole, perché non fa nulla di nulla - non c'è quasi nessuno in Italia, credimi (e io sono molto severo). Perciò sbagli sulla citazione massoneria (me l'ero persa): dobbiamo sempre ricordare che l'Unità d'Italia è stata finanziata con i soldi degli ebrei, dei massoni e dei protestanti inglesi, e che la Massoneria (che allora era una nobile e idealistica confraternita, oggi non so, non credo...:-) fu in primo piano nel Risorgimento.
ciao e a presto
Una cosa è dire che il liberalismo non è di destra nè di sinistra. Un'altra cosa è dire in quale schieramento si dovrebbero candidare i liberali.
Sinistra, destra o terzo polo. L'opzione del terzo polo è quella più perdente. Continua a sognare mondi che non esistono.
Ciao!
Gionata
Ogni tesi va controbattuta: se non ci riesci è vera. E' vera anche per te. Devi prenderne atto.
Poi sarai certamente una brava persona, e magari simpatica dal vivo, ma certo non sai discutere. Non concedi mai nulla all'avversario. Atteggiamento dogmatico. Beato te che basi i tuoi dogmi su queste cazzate che sono i partiti politici, mutevoli qual piume al vento, fatti di furbastri di tre cotte. Vedrai, tu stesso tra un anno dirai le stesse mie cose...:-)
E infine, se non c'è un terzo Polo non è perché in teoria è impossibile, ma è solo perché nei tempi attuali, nel contingente, i tanti simpatizzanti liberali non si unificano e non hanno un leader credibile... Ma appena si ritira Berlusconi (non ha voglia di farsi altri 5 anni, pare), tutto cambierà.
Non sono io che sostengo che si può prendere il 40% mentre nei fatti si prende lo 0,3%!!
Tu argomenti cose che non stanno nè in cielo nè in terra! Il terzo polo è stato tentato 100 volte senza nessun successo. Non si riesce a mettere d'accordo nessuno, nemmeno Della Vedova con Capezzone (stessa origine radicale, stesso percorso di avvicinamento a Berlusconi, sostanzialmente le stesse idee), che vuoi metterti a fare? Di che controargomentazioni hai bisogno? NON CI STA NESSUNO A FARE QUELLO CHE DICI TU! NESSUNO TI VIENE DIETRO!!! Non ti pare buona come controargomentazione?
Oggi voi volete ESSERE liberali, altri vogliono cercare di FARE qualcosa di liberale per questo paese.
Finché i liberali monitorano e non fanno, si farà poco di liberale in questo paese!
I liberali devono entrare nel pdl e fare le proposte liberali dal di dentro di quel partito. Siamo pieni di liberali che non fanno altro che dirsi più liberali degli altri e, sinceramente, non ce ne facciamo niente.
Ciao,
Gionata
"Entrare", noi altri, nel PdL? Ti pare che se entriamo io, Morelli e De Luca, ci lasciano parlare e proporre? Sarebbe lo stesso, visto che non lasciano fare nulla a Della Vedova (a cui evidentemente basta la poltrona sicura) e agli altri.
Io poi, personalmente, neanche col mitra alla testa aderirei ad un partito iscritto ai Popolari Europei, cioè ai Democristiani e Conservatori. Stop.
Questa è la vera natura del PdL. Che ha perfino isole di tradizionalismo, clericalismo e reazione, altro che conservatori.
Te ne accorgerai tra qualche mese, anche tu.
<< Home